Negli anni Ottanta Diego Armando Maradona è l’indiscusso fenomeno del calcio mondiale. Il suo innegabile talento viene tenuto sotto osservazione da prestigiosi club esteri e italiani. Nel 1982 l’argentino gioca nel Boca Juniors e indossa la maglia n. 10, quella dei veri campioni.
Boniperti ha raccontato di aver tentato l’impresa di portare Maradona a Torino, ma la società all’epoca proprietaria del cartellino inibisce qualsiasi movimento del giocatore, che deve restare in Argentina fino alla fine dei Mondiali nell’estate seguente. Il numero uno del club juventino non ha mai nascosto il suo rammarico per la trattativa andata a vuoto, anche perché convinto del fatto che “la vita fuori dal campo di Maradona sarebbe stata diversa se fosse arrivato a Torino”.
Ma c’è anche un’altra versione dei fatti, ed è quella di chi racconta che in realtà Boniperti, dopo aver incontrato quello che tutti chiamano il fenomeno Maradona, si lascia condizionare da chi lo reputa grassotello e poco slanciato. E così il Pibe de Oro sarebbe stato scartato.
Quello che è successo dopo, a partire dal 1984, è storia. In Italia Maradona indossa la maglia del Napoli, per il quale diventa un Dio sia in campo che fuori.
Nel 1992, in un’intervista rilasciata a Bruno Bernardi per “La Stampa”, Maradona ha raccontato che uno dei suoi sogni non realizzati è quello di giocare nella Juventus.
Ecco una stralcio dell’intervista:
Bernardi: Il Napoli ti ha dato tanto ma cosa ti ha tolto?
Maradona: Il Napoli mi ha amato in modo soffocante, senza mai un attimo di pace per farmi respirare. Speravo, e mi avevano promesso, che dopo due o tre anni sarebbe cambiato, invece la pressione è aumentata. Non biasimo i napoletani. Ho colto la promessa che Ferlaino mi ha fatto che se avessimo vinto la Coppa Uefa mi avrebbe licenziato con una stagione di anticipo. L’ha rinnegata. E fu allora che andai fuori di testa.
Bernardi: Quella stagione la Juventus avrebbe fatto qualsiasi cosa per te. Gianni Agnelli ha fatto intendere e Giampiero Boniperti ha detto che sei l’unico grande campione che non ha vestito la maglia bianconera. Stavi per arrivare al Torino: cosa sarebbe cambiato nella storia di Maradona se avessi firmato quel contratto?
Maradona: la Juve era il mio grande sogno e sarei stato il giocatore che continua a parlare e urlare in campo, trascinando i compagni, il tipo di giocatore che mancava dai tempi di Roberto Bettega e Marco Tardelli, quando la Juve vinceva tutto. A Torino avrei collezionato titoli, sarei ancora in una città dove puoi camminare tranquillamente per via Roma senza essere molestato, come quando ero in Italia quei primi mesi, eppure a Napoli non potevo uscire dall’albergo. Roberto Baggio è un fuoriclasse, forse l’unico insieme a Claudio Caniggia che può diventare il mio erede, ma deve soffrire come sta facendo ancora per un paio d’anni in più per fare esperienza e maturità. La Juve è una società straordinaria e davanti all’Avvocato bisogna togliersi il cappello. È troppo forte, a chilometri di distanza da Berlusconi.
