La classifica della Serie A, ad oggi, parla chiaro.
Anche se, per il bene del campionato, ci piace pensare altro.
Inter quasi incontrastabile in Serie A
I 49 punti dell’Inter valgono agli uomini di Chivu la momentanea testa della classifica.
A fare impressione, però, sono i 44 gol fatti e la sensazione che questo tricolore lo possano perdere solamente i neroazzurri in caso di calo fisico o mentale.
Dietro, a 3 lunghezze, un Milan cinico e con il vento in poppa che vince nonostante partite difficoltose (leggasi Como) e non dà mai una prova di forza assoluta. I rossoneri sono lì ad aspettare un passo falso neroazzurro, anche se il loro allenatore predica calma e dice che sarà “difficile arrivare in Champions League”. Convinto lui.
A 6 lunghezze troviamo il Napoli di Antonio Conte che, tra alti e bassi e tra un infortunio ed un altro, si è trovata staccata dalla testa della classifica. Certo i partenopei hanno tutte le carte in regola per tentare la rimonta, ma la sensazione è che al momento devono guardare più alle proprie spalle che avanti a loro.
La Roma è da Champions ed il Como matura, la Juve non segna
Perchè dietro i partenopei corrono, eccome se corrono.
E l’arrivo di due attaccanti nella Capitale ha rinforzato parecchio la Roma di Gasperini che si è sbottonato ed ha detto che “la squadra è da vertice”. Come dargli torto? E come tirare fuori i giallorossi da una lotta per la Champions League?
Corre ed impressiona anche il Como, con Fabregas che continua a nascondersi pur sapendo benissimo che la squadra lariana può essere l’outsider per un posto in Champions League, anche se sono 5 le lunghezze dal 4° posto.
In mezzo c’è la Juventus, che gioca e macina gioco, ma non concretizza ciò che produce. La cura Spalletti ha sicuramente portato beneficio ai bianconeri che sono cresciuti sotto tutti i punti di vista, l’obbiettivo Champions è assolutamente alla portata, ma da adesso in poi è vietato sbagliare.
Bagarre salvezza
In coda, invece, può succedere di tutto.
Considerando che, Fiorentina a parte, non ci sono squadre che danno la sensazione di reggere l’urto fino alla fine.
Le ultime due classificate, Verona e Pisa, sono squadre che mostrano un discreto gioco, ma capitalizzano meno di quanto dovrebbero. Dal mercato, per entrambe, potrebbero arrivare rinforzi importanti che possono sovvertire la situazione.
Più in difficoltà sembra il Lecce, oggi terzultimo a 17 punti, che alterna partite “importanti” a partite “vuote”. La sensazione è che ai giallorossi manchi un attaccante di qualità che veda la porta (non a caso è il peggior attacco con 13 reti) e che possa aiutare la squadra a vincere quelle partite “sporche” che fanno la differenza.
Stessa sensazione che si prova vedendo le partite del Cagliari: i sardi ci mettono orgoglio, lottano su tutte le seconde palle ed arrivano davvero con la maglia sudata. Ma ci vuole anche chi sappia pungere lì in avanti: dall’infortunio di Belotti la squadra fa fatica a capitalizzare le azioni create. E questo, alla lunga, potrebbe essere un limite.
E se la Fiorentina farà campionato a sè (la Viola può vincerle tutte o quasi), discorso diverso sarà per Parma, Torino e Genoa, squadre sicuramente meglio attrezzate rispetto alle dirette concorrenti, ma troppo incostanti per non rimanere invischiati nella lotta salvezza.
Rimanere in Serie A può essere complicato.
