Inter: troppo forte quest’Arsenal!

I nerazzurri lottano ma cedono 1-3: Beppe Bergomi elogia la squadra di Arteta e individua i limiti strutturali dell’Inter nei big match europei

Serata amara di Champions League per l’Inter di Cristian Chivu, battuta 3-1 dall’Arsenal a San Siro nella settima giornata della League Phase. Un ko che pesa soprattutto per il punteggio finale, più severo di quanto racconti una prestazione comunque generosa dei nerazzurri ma che conferma una tendenza ormai evidente: contro le grandi d’Europa, l’Inter fatica a compiere l’ultimo salto di qualità.

Nonostante qualche rotazione iniziale decisa da Mikel Arteta, l’Arsenal ha dato subito la sensazione di avere il controllo emotivo e tecnico della partita. I Gunners sono rimasti compatti, aggressivi e sempre pericolosi, senza mai concedere veri momenti di respiro all’Inter. Una vittoria che consolida il primato in classifica a punteggio pieno e rafforza la candidatura dei londinesi come una delle principali favorite della competizione.

Negli studi di Sky Sport, Beppe Bergomi ha analizzato con lucidità la gara, sottolineando come il risultato non sia frutto del caso. L’ex capitano nerazzurro non si è detto sorpreso dalla forza dell’Arsenal, evidenziandone la profondità della rosa e la capacità di attaccare in molteplici modi senza perdere equilibrio difensivo. Una solidità che consente alla squadra di Arteta di giocare con sicurezza anche contro avversari di alto livello.

Dal punto di vista dell’Inter, Bergomi ha riconosciuto l’impegno e l’applicazione della squadra di Chivu, soprattutto nella prima parte del match. Tuttavia, nel secondo tempo è emersa una flessione quasi fisiologica, legata anche alla struttura dell’organico. Contro squadre superiori per qualità e intensità, ha spiegato l’ex difensore nerazzurro, l’Inter è chiamata a disputare la partita perfetta, perché il margine di errore è minimo.

Un’analisi che non vuole essere una bocciatura, ma una fotografia realistica del momento europeo dei nerazzurri. L’Arsenal, sempre secondo Bergomi, oggi rappresenta probabilmente il punto più alto del calcio continentale: una squadra completa, matura e consapevole della propria forza. Vedere per credere i cambi fatti tra il 64esimo e il 79esimo quando Arteta ha addirittura potenziato gli undici facendo alzare dalla panchina gente come Gabriel, Rice, White, Gyokeres e Martinelli.

E allora, di sicuro per Lautaro e compagni resta il rammarico per non aver sfruttato alcune potenziali occasioni ed aver concesso tre gol evitabili, ma anche la consapevolezza che il percorso di crescita passa inevitabilmente da serate come questa.

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