Juve, analisi del disastro Comolli: promesse infrante e confusione

La sessione invernale di calciomercato della Juventus è stata un fallimento, malgrado manchino ancora due giorni alla fine: vediamo in cosa la dirigenza bianconera ha deluso.

Tanti nomi sul taccuino, confusione, trattative saltate con giocatori e club, rosa corta e tempistiche completamente sbagliate: i primi mesi di Damien Comolli alla Juventus sono stati un disastro.

Sebbene sia stato lo stesso DG a scegliere Luciano Spalletti per la panchina come successore di Igor Tudor, scelta più azzeccata della stagione, la gestione mostrata ultimamente non soddisfa affatto i tifosi.

Sin dai primi giorni alla guida della Juventus, l’ex dirigente del Tolosa ha mostrato voglia e attaccamento immediato verso una causa che, a posteriori, già reputava più grande di lui.

Tante parole nelle prime conferenze, tanto fumo negli occhi dei tifosi bianconeri che cercavano una figura amministrativa di competenza alla quale affidarsi dopo il fallimento del progetto Motta-giuntoli: sinora Damien Comolli non sta ripagando la fiducia.

I primi dubbi su di lui erano sorti a inizio stagione, dopo la discutibile scelta di confermare Tudor dopo aver fallito gli approcci verso Conte e Gasperini.

La Juventus ha inoltre iniziato la stagione 2025/26 con un’apparente ampia scelta in attacco (Openda non è nelle gerarchie di Spalletti, Zhegrova non è in condizione e David è migliorato solo dopo l’infortunio di Vlahovic) ma con una clamorosa carenza nelle zone nevralgiche del campo.

A stagione iniziata, di fatto, mancavano un vice Kalulu, un vice Yildiz, almeno un centrocampista e un difensore centrale che potesse sopperire alle prevedibili assenze di Bremer: a quasi 2 giorni dalla chiusura del calciomercato invernale, la situazione è rimasta invariata.

La cura Spalletti ha nascosto i reali problemi

Il tecnico da Certaldo ha rivitalizzato Miretti, Locatelli, Kostic tra i tanti ed è riuscito di fatto a far rendere giocatori apparentemente fuori dal progetto in modo eccellente.

Per competere ad alti livelli e con questi ritmi, però, non basta: il mercato invernale era una ghiotta occasione per implementare la forza della squadra e puntellarla con innesti nei reparti in difficoltà.

30 giorni, tanti nomi ma nessun acquisto

Nonostante le richieste di Spalletti (il quale non ha mai nascosto le sue preferenze davanti ai microfoni dei giornalisti), nessun acquisto si è di fatto materializzato.

Guido Rodriguez, Mingueza, Mateta, En Nesyri sono state trattative avviate ma abbandonate, ora quelle di Holm e Kolo Muani vengono descritte come occasioni last minute: nell’arco di un mese si poteva fare decisamente meglio.

Malgrado il mercato sia imprevedibile fino all’ultimo secondo, è lecito farsi domande sull’operato di una dirigenza completamente ferma per circa un mese nonostante le richieste del proprio allenatore che sta compiendo un enorme lavoro.

Le somme verranno tirate in seguito, ma sino ad ora Damien Comolli ha decisamente deluso le buone aspettative che si avevano su di lui.

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