Uno dei film italiani più celebri dedicati al mondo del calcio è “L’allenatore nel pallone”(1984), a cui seguì nel 2008 “L’allenatore nel pallone 2”. In entrambi i film il personaggio protagonista è Oronzo Canà, il Mister interpretato dal comico pugliese Lino Banfi.
Oronzo Canà, con le sue battute esilaranti e le vicende ai limiti del paradossale, ha fatto ridere tutti noi. Ma forse non tutti sanno che l’Oronzo Canà magistralmente interpretato al cinema da Lino Banfi è realmente esistito, ma con un altro nome: Oronzo Pugliese.
Questo allenatore è stato abbastanza famoso negli anni Cinquanta, in cui ha svolto la sua attività. Soprannominato “il Mago di Turi” per aver battuto con la sua squadra (il Foggia), l’Inter allora Campione d’Italia, del mondo e d’Europa, Oronzo Pugliese è stato un personaggio davvero particolare, per il suo modo vulcanico di vivere le partite in campo (e non solo).
Pare che fosse solito seguire i suoi giocatori in campo correndo per l’intera fascia, gridando come un tarantolato e lanciando epiteti anche agli avversari.
Una volta- allo Stadio Olimpico- inseguì sulla fascia un giocatore avversario, Nenè, urlandogli di passargli la palla. Per tutta risposta Nenè passò il pallone a Riva, che segnò in rete. Ovviamente la scena, a dir poco divertente, provocò le risate dei tutti i presenti.
Anche le sue interviste erano esilaranti e divertenti. A chi gli chiese qualcosa circa l’acquisto di giocatori stranieri, Oronzo Pugliese rispose: “Non ci comprendiamo noi italiani, figuriamoci gli stranieri; perchè lo straniero sai cosa fa? Quando una cosa gli garba “io avere capito”, quando non gli garba “ma sa, io non avere capito.. pregare, spiegare” e poi non capisce mai perchè non gli suona…”
Altra “perla di saggezza” del tecnico era: “11 gambe abbiamo noi e 11 hanno loro” oppure: “Il mio credo di gioco? tu ti stai, io mi sto, tu me la chiedi e io non te la do”.
Istrionico, verace, l’allenatore Oronzo Pugliese era un uomo che, una volta conosciuto, non si dimenticava facilmente.
Stando a ciò che si racconta di lui, pare che una volta portò i suoi giocatori al cinema, guardandoli da lontano. Quando vide uno con la sigaretta in bocca, si avvicinò senza farsi vedere e gli suonò due “schiaffazzi”, ma sbagliò persona!
Veniva chiamato l’uomo dei miracoli perché in grado di raggiungere con le sue squadre disperate obiettivi a dir poco impensabili.
Per lui-proprio come Canà, il personaggio ripreso da Lino Banfi- ciò che contava più di tutto era la vittoria, che era sempre avvolta in un’atmosfera di sacrificio e superstizione, rincorsa tra allenamenti grossolani a rincorrere galline e spiegazioni tattiche molto pratiche, con incitamenti vocali e visivi piuttosto vivaci: “Il tuo avversario te lo devi mangiare!”
Il Mago di Turi, l’Uomo dei miracoli, il tecnico Oronzo Pugliese è proprio quell’allenatore che-attraverso il film di Banfi- abbiamo amato per intere generazioni.
