Malagó rompe il silenzio.

Oggi Giovanni Malagò è stato intervistato per la prima volta dalla giornalista Hoara Borselli nel suo podcast “Sette Vite”, e ha parlato della decisione della Lega Serie A di candidarlo alla presidenza della federazione.

All’inizio dell’intervista, la giornalista gli chiede quale sia il significato di questa ennesima delusione per la mancata qualificazione. Malagò ammette una profonda amarezza, condivisa da tutti gli italiani, soprattutto pensando a quei ragazzi che non hanno ancora potuto vivere l’emozione di guardare una partita della propria nazionale in una grande competizione. Racconta inoltre di aver seguito a Bergamo la sfida contro l’Irlanda.

Successivamente, esprime la sua incredulità per la compattezza della Lega Serie A, che ha indicato il suo nome con il sostegno di ben 19 società, nonostante i numerosi contrasti degli ultimi anni.

La giornalista incalza chiedendo perché, secondo lui, sia stato scelto: Malagò attribuisce la decisione alla sua affidabilità, credibilità e alla capacità di “tenere la barra dritta”.

Sulla possibilità di ricoprire questo ruolo, ammette di sentirsi molto lusingato, sottolineando però come si tratterebbe di un impegno estremamente impattante sia per la sua vita personale sia per la sua attività professionale.

Nel finale emerge chiaramente, pur con cautela, un certo desiderio di assumersi questa responsabilità: Malagò cerca di mantenere un profilo prudente, ma lascia trasparire la volontà di affrontare questa nuova sfida.

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