Comolli: “Stagione fallimentare. Ma Spalletti ci riporterà a vincere”

L'amministratore delegato della Juventus, Damien Comolli, rompe il silenzio dopo la mancata qualificazione in Champions League: "È un fallimento, mi prendo la responsabilità. Ma ho fiducia cieca in Spalletti"

A pochi giorni dal termine della Serie A che ha sancito l’ esclusione della Juventus dalla prossima Champions League, in casa bianconera è tempo di bilanci e, soprattutto, di assunzione di responsabilità. A metterci la faccia è l’amministratore delegato Damien Comolli, che in una lunga intervista rilasciata a Repubblica ha analizzato il momento buio del club piemontese, blindando di fatto la panchina di Luciano Spalletti nonostante il forte malumore della piazza.

Il mea culpa di Comolli: “È un fallimento, mi prendo la responsabilità”

Il dirigente francese non ha usato giri di parole per descrivere la delusione di un traguardo sfuggito proprio nelle ultime battute del campionato, in particolare dopo i passi falsi contro Verona e Fiorentina.

“Fa male, molto male non aver centrato il quarto posto. Soprattutto per averlo avuto lì a portata di mano. Mi prendo la piena responsabilità per questo fallimento. Dobbiamo migliorare per tornare vincenti, per gli azionisti e soprattutto per i tifosi. È una frustrazione enorme, ma non possiamo scappare dalla realtà”.

Comolli ha poi confessato l’impatto emotivo di questa débâcle sportiva, che si riflette non solo sulle casse societarie ma anche sullo stato d’animo della dirigenza:

“Spalletti ha detto che non ha dormito la notte? Anche io non dormo da giorni, quello che provo è un dolore fisico, come un colpo allo stomaco”.

Juventus-Spalletti: si riparte insieme per la ricostruzione

Nessun dissidio con Spalletti:

“Luciano l’ho scelto io insieme a Giorgio e con lui i rapporti sono buoni. E’ sempre informato su quello che accade. Siamo sempre stati d’accordo sul mercato di Gennaio ed abbiamo scelto insieme i nomi per quello che verrà. Poi le mosse di Ottolini le sa più lui di me”.

Nonostante le indiscrezioni dei giorni scorsi che parlavano di possibili dimissioni del tecnico di Certaldo e di un forte gelo con la dirigenza, Comolli ha voluto spegnere sul nascere ogni voce di un ribaltone tecnico. Nessun azzeramento: la Juventus ha deciso di assorbire il colpo e di ripartire dagli stessi uomini.

Ho una fiducia cieca in tutto lo staff, nelle persone e nelle idee, ha ribadito l’ad bianconero. L’obiettivo, dunque, non è distruggere quanto fatto, ma utilizzarlo come base correggendo tempestivamente gli errori strutturali. Il piano per il futuro è unico: rifondare l’area sportiva per costruire una rosa che torni ad avere un’identità chiara e, soprattutto, vincente.

Dovremmo vendere un giocatore in più

Comolli è pragmatico sulla mancata qualificazione in Champions:

“Abbiamo una base forte della squadra da proteggere. E vorremmo mettere la squadra nelle condizioni di vincere il prima possibile. Non ci saranno aumenti di capitale e dovremmo vendere un giocatore in più, ma ogni cessione porterà un giocatore di livello o superiore. E non sarà Yildiz, lui rimane nel futuro bianconero”.

Gli algoritmi funzionano. Su Vlahovic

Chiusura sugli algoritmi, tanto utilizzati dal dg bianconero:

“Il Como mostra che utilizzare i dati funziona. A Liverpool si basano unicamente sui dati. E’ possibile utilizzarli ed essere vincenti”.

Ed il futuro di Vlahovic:

“Ha detto vediamoci a fine stagione. Noi lo aspettiamo”.

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