Il PSG lo fa ancora.
Ci sono notti in cui il calcio decide di non avere pietà, trasformando 120 minuti di pura intensità in un thriller psicologico che si risolve solo sul filo dei revanscismi e del destino.
Alla Puskás Aréna di Budapest, il Paris Saint-Germain si laurea Campione d’Europa per il secondo anno consecutivo, battendo l’Arsenal ai calci di rigore dopo un 1-1 equilibrato che ha tenuto tifosi ed appassionati incollati alla tv.
Per i francesi di Luis Enrique è la conferma di un’era di dominio; per i Gunners di Mikel Arteta, arrivati a un passo da una storica doppietta con la Premier League, resta l’onore delle armi al termine di una battaglia monumentale.
Subito Arsenal
L’avvio di gara è uno shock elettrico per il Paris. Cinque minuti sul cronometro e la difesa francese capitola: Marquinhos rinvia addosso a Trossard, il rimpallo favorisce Kai Havertz che si avventa sul pallone e, a tu per tu con Safonov, scarica un mancino violento sotto la traversa. È lo 0-1 che fa esplodere il settore inglese.
Il PSG accusa il colpo, l’Arsenal si arrocca in un blocco basso monumentale e concede pochissimo, sfiorando persino il raddoppio prima dell’intervallo ancora con l’ispiratissimo Havertz, murato all’ultimo secondo da Marquinhos.
La ripresa cambia la storia: che PSG!
Nella ripresa, però, lo spartito cambia. Luis Enrique sprona i suoi e al minuto 61 arriva l’episodio che incendia la finale: Kvaratskhelia inventa una magia in area e viene atterrato da Mosquera. L’arbitro Siebert non ha dubbi e indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta Ousmane Dembélé: rincorsa, tiro rasoterra perfetto e pallone nell’angolino per l’1-1.
Il finale dei regolamentari è un assedio parigino. Al 77′ Kvaratskhelia salta l’uomo e scarica un sinistro magico che si stampa clamorosamente sul palo. All’89’ è Vitinha a far gridare al gol, ma la sua conclusione a botta sicura scheggia la traversa.
I tempi supplementari scivolano via tra la stanchezza totale e le vibranti proteste dell’Arsenal per un contatto sospetto in area tra Nuno Mendes e Madueke al 101′. Siebert lascia correre, espellendo virtualmente i dubbi con un giallo a Rice e ad Arteta per proteste. L’ultimo brivido lo regala Timber, che colpisce l’esterno della rete esterna. Poi, il silenzio della Puskás Aréna: si va ai rigori.
La lotteria dei rigori: l’errore di Eze, la gloria di Beraldo. Il PSG è campione
Sotto la curva dei tifosi parigini si consuma l’atto finale. Gonçalo Ramos segna, Gyökeres risponde. Poi la giocata di Doué per il PSG, prima del dramma sportivo dei Gunners: Eze calcia e sbaglia. Sembra finita, ma Safonov non basta perché Raya tiene in vita l’Arsenal parando il rigore di Nuno Mendes. Rice e Martinelli non sbagliavano per i londinesi, Hakimi tiene i francesi a galla. All’ultimo respiro sul dischetto Beraldo non sbaglia, Gabriel sì.
Il PSG può esultare: seconda Champions consecutiva per gli uomini di Luis Enrique, che oggi hanno fatto la storia mettendo nel mirino il Real Madrid di Zidane, che ne vinse 3 consecutive 10 anni fa.
