Caos Mondiali: il Canada nega il visto a Thomas Partey, la dura protesta del Ghana

Thomas Partey non può entrare in Canada e, dunque, non sarà a disposizione per il match del Ghana

I Mondiali di calcio del 2026 si accendono subito con un enorme caso diplomatico e sportivo a pochi giorni dal fischio d’inizio. La stella e capitano del Ghana, Thomas Partey, non potrà scendere in campo nella partita d’esordio della sua nazionale contro Panama, in programma sul palcoscenico di Toronto. Le autorità governative del Canada hanno infatti respinto ufficialmente la richiesta di visto d’ingresso per il centrocampista del Villarreal, scatenando la furia della federazione ghanese.

I motivi del clamoroso rifiuto delle autorità canadesi

Alla base della decisione del governo di Ottawa ci sono le delicate vicende giudiziarie che vedono coinvolto l’ex calciatore dell’Arsenal. Partey si trova infatti in attesa di un processo nel Regno Unito, fissato per il prossimo autunno, legato a gravi accuse di violenza sessuale presentate da diverse donne per fatti che risalirebbero al periodo compreso tra il 2020 e il 2022.

Nonostante il calciatore si sia sempre dichiarato fermamente non colpevole e attualmente benefici della libertà su cauzione, il rigido codice di condotta in materia di immigrazione del Canada non prevede deroghe. Di fronte a una situazione giudiziaria così complessa e non ancora definita, le autorità canadesi hanno scelto la linea della massima fermezza, negandogli l’accesso al Paese per ragioni di sicurezza e ordine pubblico.

La reazione del Ghana e la posizione della FIFA

La decisione ha scatenato un vero e proprio terremoto all’interno del ritiro delle “Black Stars”. La Federcalcio del Ghana ha reagito inviando una nota di protesta formale e durissima al governo canadese, definendo il provvedimento ingiusto e chiedendo un’immediata revisione del caso per non alterare i valori sportivi della competizione. I vertici del calcio ghanese spingono sul principio della presunzione di innocenza, sottolineando come il giocatore sia pienamente arruolabile dal punto di vista legale in Europa e per gli impegni internazionali.

Sulla questione è intervenuta indirettamente anche la FIFA, che ha voluto smarcarsi rapidamente dalle polemiche attraverso una nota ufficiale. La massima organizzazione calcistica mondiale ha chiarito che non ha alcuna voce in capitolo o potere di intervento sui processi interni d’immigrazione dei singoli Stati ospitanti, confermando che la decisione finale sulla concessione dei visti spetta unicamente ai governi locali.

Cosa succede adesso nel girone del Ghana

Il blocco imposto dal Canada rappresenta un danno tecnico enorme per la nazionale africana, che perde il suo leader proprio al debutto. Esiste tuttavia un paradosso logistico legato alla struttura di questo Mondiale a tripla sede. Poiché il Ghana giocherà la sua prima partita a Toronto ma disputerà i successivi incontri della fase a gironi negli Stati Uniti (dove affronterà l’Inghilterra e la Croazia), Partey potrebbe teoricamente aggregarsi al gruppo per il resto del torneo se le autorità statunitensi non solleveranno gli stessi veti.

Resta però evidente il danno d’immagine e psicologico per la squadra a ridosso del debutto. La tensione è altissima e i prossimi giorni chiariranno se la diplomazia ghanese riuscirà a compiere un miracolo dell’ultimo minuto o se le Black Stars dovranno rinunciare definitivamente al proprio faro del centrocampo per la campagna in terra canadese.

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