Il debutto da sogno degli Stati Uniti ai Mondiali 2026 porta anche la firma di Weston McKennie. Dopo il travolgente 4-1 rifilato al Paraguay all’esordio, il centrocampista della Juventus ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, toccando i temi caldi della nazionale americana, le critiche al compagno Christian Pulisic e, immancabilmente, il suo futuro in bianconero.
Il segreto degli USA ai Mondiali: “Giochiamo come bambini”
L’impatto degli Stati Uniti nel Mondiale casalingo è stato devastante. McKennie ha spiegato qual è l’arma segreta del gruppo guidato dal proprio commissario tecnico, capace di unire l’intensità sul campo a un’atmosfera incredibilmente serena nello spogliatoio.
“Volevamo andare in campo e giocare come tra amici da bambini, e ci siamo riusciti. Questo è il segreto. La nostra unione, dentro e fuori dal campo, non l’ho mai vista in nessun’altra squadra di cui abbia fatto parte.”
Un’alchimia perfetta che ha permesso agli USA di sbarazzarsi del Paraguay con un netto poker, trascinati anche dalla doppietta di Folarin Balogun e dalle giocate dei leader carismatici.
McKennie difende Pulisic: “Troppe critiche, lui c’è quando conta”
Nell’intervista alla Rosea, il centrocampista texano ha voluto spendere parole importanti per il rossonero Christian Pulisic, finito spesso nel mirino della critica mediatica prima del torneo iridato per via delle sue condizioni fisiche e della continuità.
“Christian si fa sempre trovare pronto quando conta davvero. Negli ultimi mesi molte persone lo hanno criticato, si sono chieste se sarebbe arrivato al Mondiale in forma, se avrebbe saputo fare la differenza. Io, però, l’ho sempre detto e continuerò a dirlo: lo sosterrò all’infinito.”
Il futuro alla Juventus e il mercato: “Penserò a Torino solo dopo il Mondiale”
Impossibile non lanciare uno sguardo a Torino, dove l’ambiente della Juventus è sempre in perenne movimento tra dinamiche societarie e voci di calciomercato. McKennie, tuttavia, ha voluto blindare la propria concentrazione sulla rassegna iridata, rimandando ogni discorso al termine della competizione.
Alla domanda su cosa stia accadendo in casa bianconera, il centrocampista ha risposto con totale franchezza:
“Non ho sentito nulla di ciò che sta accadendo a Torino, ma io ho sempre fiducia nella mia Juve. Non ne ho parlato neanche con i miei compagni, al momento sono concentrato su questo torneo che è troppo importante per tutti noi. Quando finirà, poi potrò pensare al resto e occuparmi di Juve”.
Le parole del classe ’98 sanno di totale focus sull’obiettivo nazionale, ma confermano il legame solido con l’ambiente juventino, rimandando ogni valutazione sul futuro (e sui piani della dirigenza) solo a partire dal prossimo luglio.
