La grande occasione di Ousmane Dembelé: guidare la Francia alla vittoria per il secondo Pallone d’Oro

Il cammino della Francia ai Mondiali 2026 è indissolubilmente legato alla fame di vittorie delle sue stelle più lucenti, ma quest’anno i riflettori sono puntati in maniera particolare su un uomo solo: Ousmane Dembelé. Il francese, infatti, è il Pallone d’Oro in carica ed ha appena rivinto la Champions League con il suo PSG da protagonista assoluto.

L’esterno offensivo del Paris Saint-Germain ha l’occasione d’oro non solo di trascinare i Bleus sul tetto del mondo, ma di blindare la corsa alla conquista del suo secondo trofeo individuale consecutivo. Un’evoluzione straordinaria per un calciatore che, fino a poche stagioni fa, veniva aspramente criticato per la sua discontinuità e per i passaggi a vuoto nei momenti chiave della carriera.

La maturazione tattica di Dembelé: la cura Luis Enrique ha funzionato

La metamorfosi di Dembelé affonda le sue radici nella gestione tecnica all’ombra della Tour Eiffel. Escluso inizialmente da Luis Enrique per motivi disciplinari nell’autunno del 2023, l’attaccante ha saputo fare tesoro degli errori, trasformandosi in quello che il suo stesso allenatore ha definito un “giocatore totalmente diverso”.

A differenza del grande amico Kylian Mbappé, che sta vivendo dinamiche e pressioni differenti al Real Madrid, Dembélé ha finalmente assimilato una visione di gioco più completa e associativa. Ha messo il talento individuale al servizio della squadra, alternando dribbling fulminanti a una preziosa fase di ripiegamento, doti che lo hanno incoronato sul gradino più alto del calcio mondiale e che ora spaventano le difese avversarie al Mondiale.

Il confronto con il passato e la sfida a Mbappé

Il parallelismo tra i due gemelli del gol francesi è inevitabile. Quattro anni fa, lo scenario mondiale vedeva Mbappé come il naturale erede al trono dei millenari del calcio, ma il destino ha rimescolato le carte. L’ex stella del PSG non ha ancora inserito un Pallone d’Oro nella propria bacheca personale, mentre Dembélé potrebbe clamorosamente collezionarne due entro la fine dell’estate, qualora la Francia dovesse arrivare in fondo alla competizione.

Se si pensa che nella finale del Mondiale 2022 contro l’Argentina la sua prestazione fu talmente opaca da costargli la sostituzione anticipata nel primo tempo e una pioggia di critiche da parte de L’Équipe, il riscatto di Dembélé è totale. La Coppa del Mondo 2026 rappresenta l’esame di maturità definitivo: prendersi sulle spalle la Nazionale e dimostrare al pianeta che il re del calcio, oggi, è ancora lui.

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