Inchiesta escort e minorenni, le chat di Bastoni: “Perché taxi e sushi costano così tanto?”

Emergono i testi delle chat tra Alessandro Bastoni e l'organizzatore dell'inchiesta escort a Milano: le lamentele sui costi di sushi e taxi e le difese del legale.

Emergono i dettagli Bastoni inchiesta escort.

Continuano a emergere dettagli clamorosi sull’inchiesta della Procura di Milano riguardante la società di eventi “Ma.De.” di Cinisello Balsamo, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati del difensore dell’Inter e della Nazionale, Alessandro Bastoni, con l’accusa di prostituzione minorile.

Al centro degli accertamenti della Guardia di Finanza vi sono le chat private risalenti all’estate del 2020 tra il calciatore (all’epoca ventunenne) e il factotum dell’organizzazione, Alessio Salamone. Conversazioni in cui si affrontano aspetti logistici ed economici delle serate, tra lamentele sui costi di cene e trasporti e domande su dove potersi “imboscare”.

Le intercettazioni Bastoni inchiesta escort

Dalle carte dell’inchiesta emergono dialoghi che delineano la dinamica di una delle serate finite nel mirino dei magistrati. Nei messaggi, l’attenzione del difensore nerazzurro si focalizza in modo particolare sulle spese da sostenere per la cena a base di sushi e per il successivo rientro a casa della ragazza, all’epoca dei fatti diciassettenne.

Secondo quanto ricostruito, Bastoni avrebbe manifestato l’intenzione di non spendere più di 100 euro per la cena. Una richiesta che ha generato l’irritazione di Salamone: “Amico, ma potrà costare un sushi 100 euro?”, a cui il factotum ha poi aggiunto una critica tagliente: “Conosco gente che guadagna 1.500 euro al mese ed è più brillante di te…”. Le perplessità del calciatore si sarebbero estese anche alla tariffa del taxi destinato a riportare la giovane a casa nel cuore della notte.

“Posti per imboscarsi?” e il nodo della minore

Un altro passaggio chiave delle chat analizzate dagli inquirenti riguarda la logistica degli incontri. Il calciatore chiede esplicitamente al referente dell’agenzia di eventi: “Ma là ci sono posti per imboscarsi?”. La risposta di Salamone lascia aperta la soluzione: “Qualcosa ci inventiamo, al massimo la porti a casa”.

A far scattare la pesante ipotesi di reato è la presenza della giovane che, stando a un messaggio inviato da Salamone al calciatore, “credo che ti vuole”. Il mattino successivo, intorno alle ore 4:16, il gestore delle serate ha inviato un messaggio di controllo alla minore (“Qualsiasi problema scrivimi. Tutto ok?”), ricevendo una risposta rassicurante: “Sisi tutto okei”.

Il sistema delle serate “all inclusive” per clienti facoltosi

L’indagine della Procura di Milano (coordinata dal pm Rosaria Stagnaro e dall’aggiunta Bruna Albertini) punta a scoperchiare un vero e proprio sistema “pacchetto completo”. La società d’eventi sotto accusa avrebbe organizzato feste esclusive dedicate a una clientela decisamente facoltosa: calciatori di Serie A, piloti di Formula 1 e personaggi di spicco dello spettacolo. Oltre all’intrattenimento standard, la struttura si occupava – secondo le tesi dell’accusa – della gestione dei trasporti, delle cene e della presenza di ragazze (tra cui alcune minorenni), includendo anche la fornitura di sostanze come il gas esilarante.

Nei prossimi giorni diversi altri calciatori del massimo campionato e della Nazionale verranno ascoltati a Coverciano o in Procura come testimoni (persone informate sui fatti, non indagate) per chiarire la portata del giro.

Venerdì l’interrogatorio: la linea di difesa del calciatore

La posizione di Alessandro Bastoni verrà vagliata a stretto giro. Il difensore ha ricevuto un invito a comparire fissato per venerdì 3 luglio presso gli uffici della Procura milanese.

L’avvocato difensore del calciatore, Salvatore Scuto, ha rilasciato una prima dichiarazione per chiarire la linea legale: “Il mio assistito esclude categoricamente di avere avuto un rapporto con una ragazza che sapeva essere minorenne. L’invito a comparire per venerdì è ‘al buio’, non conosciamo ancora tutti i dettagli formali delle indagini. Valuteremo nei prossimi giorni, insieme al ragazzo, se rispondere o meno alle domande dei magistrati”.

Dal canto loro, i legali della società di eventi “Ma.De.” continuano a sostenere la totale estraneità alle accuse di favoreggiamento della prostituzione, qualificando l’attività come una normale agenzia di pubbliche relazioni e sottolineando come eventuali incontri privati fossero iniziative esterne all’organizzazione.

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