Caos Mondiale, Ibrahimovic furioso sul gol annullato in Portogallo-Croazia: “Un furto, volevano Ronaldo agli ottavi”

Furia Zlatan Ibrahimovic per il gol annullato in Portogallo-Croazia: "Un furto del Var. È evidente che volevano Cristiano Ronaldo agli ottavi contro la Spagna".

Il Mondiale del 2026 entra nel vivo della fase a eliminazione diretta, ma non mancano le polemiche feroci destinate a far discutere a lungo gli appassionati di tutto il mondo. L’ultimo infuocato caso da moviola si è consumato durante la sfida di cartello tra Portogallo e Croazia, dove una decisione arbitrale nel finale ha scatenato la reazione durissima di addetti ai lavori e grandi campioni del passato. A guidare la carica dei dissidenti ci ha pensato un furioso Zlatan Ibrahimovic, che attraverso le sue dichiarazioni ha attaccato frontalmente la decisione della terna arbitrale e del VAR di annullare la rete del pareggio croato, parlando apertamente di un verdetto pilotato per favorire i lusitani.

L’attacco frontale di Ibrahimovic: “Portogallo Croazia è un furto

L’episodio chiave che ha fatto saltare sulla sedia l’ex fuoriclasse svedese riguarda la rete del potenziale due a due siglata dalla Croazia in pieno recupero, poi cancellata dal direttore di gara dopo il consulto con la tecnologia. Ibrahimovic non ha usato giri di parole per esprimere il proprio totale dissenso, analizzando l’episodio con precisione millimetrica e contestando il funzionamento della tecnologia semiautomatica.

L’ex attaccante ha tuonato senza mezzi termini contro la decisione dei direttori di gara: «È stata una gran bella partita, rovinata nel finale dal Var. Non vedo nulla di irregolare nel gol del 2-2: il Var lo ha annullato, ma per me è stato un furto. Il sensore nel pallone non funzionava o qualcosa è andato storto, dato che Renato Veiga aveva toccato la palla, il che significa che non c’era fuorigioco». Nel mirino del dirigente c’è la dinamica stessa del tocco che ha indotto gli arbitri all’errore, penalizzando la selezione balcanica nel momento del massimo sforzo.

La teoria del complotto per CR7 e il sogno infranto dei croati

La disamina di Ibrahimovic si è poi concentrata sulla traiettoria della sfera e sulla posizione dei difensori, spiegando come il tocco del portoghese avrebbe dovuto sanare l’intera azione d’attacco. Entrando nei dettagli del replay, lo svedese ha invitato tutti a guardare con attenzione l’angolazione delle telecamere, sottolineando che il numero venti della Croazia non tocca affatto la sfera e non ne cambia minimamente la traiettoria, essendo invece il numero tredici del Portogallo, Renato Veiga, a intervenire sul pallone. Per Zlatan è assurdo considerare una posizione irregolare se la palla viene giocata da un avversario, privando i croati, che avevano combattuto con il cuore, di un momento da sogno in questi Mondiali.

Le accuse più pesanti, tuttavia, sono quelle che Ibrahimovic ha riservato ai piani alti della FIFA e alla gestione complessiva del torneo, ipotizzando una chiara volontà di spingere i lusitani verso la fase successiva della competizione. Per annullare un gol al novantesimo, secondo lo svedese, la decisione deve essere cristallina e in questo caso non lo era affatto, concludendo la sua durissima invettiva con un pesante atto d’accusa: «Questo non è stato arbitraggio. È stato un furto in piena regola. Per me è evidente che volevano che il Portogallo e Ronaldo arrivassero agli ottavi a sfidare la Spagna».

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