Amorim: “Vogliamo dominare”

Conferenza stampa Amorim: dalle sue scuse per non parlare italiano alla sua filosofia di gioco. Il tecnico si presenta ai giornalisti.

L’era di Ruben Amorim sulla panchina del Milan è ufficialmente iniziata. Il tecnico portoghese si è presentato in conferenza stampa a Casa Milan a fianco del proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, per tracciare le linee guida di un progetto che punta a riportare immediatamente il club rossonero ai vertici del calcio italiano ed europeo dopo l’ultima stagione deludente.

Con grande carisma e idee chiare, Amorim ha voluto lanciare subito un messaggio forte a tutto l’ambiente:

“Scusatemi se oggi non parlo italiano, imparerò presto. È molto importante per me impararlo per rispettare la vostra cultura. Mi sento a casa, è un grande piacere essere qui. Siamo qui non per evitare di perdere ma per vincere”.

La filosofia di Amorim: l’ombra di Mourinho e il richiamo ai miti rossoneri

Il primo inevitabile confronto per un allenatore portoghese di successo in Italia è quello con José Mourinho. Amorim, tuttavia, ha preso subito le distanze sul piano tattico e caratteriale, pur ribadendo la profonda stima per lo Special One:

“Mourinho? Io sono completamente diverso. È chiaro che da lui ho imparato moltissimo, ma da allenatore non puoi copiare nessuno, devi essere te stesso. Ho tantissimo rispetto per Mou, penso di poterlo chiamare amico. Ma non aspettatevi che sia come Mourinho”.

L’ex tecnico dello Sporting Lisbona e del Manchester United ha invece confessato di essere cresciuto ammirando la gloriosa storia del Milan e i suoi leggendari allenatori:

“Mi ricordo di Ancelotti, ho guardato tantissimo anche Sacchi, il suo stile ha portato tantissime novità nel calcio. Per non parlare poi di Capello. Il passato del Milan è tutto l’insieme dei giocatori, da Van Basten a Gullit. Lo seguo da quando ero giovane. Sento questa responsabilità”.

I singoli: l’elogio a Pulisic, l’innesto di Gonçalo Ramos e Leao

Uno dei pilastri tecnici del nuovo Milan sarà Christian Pulisic. Nonostante un recente infortunio patito con la sua nazionale, Amorim lo considera un giocatore fondamentale:

“Pulisic è un giocatore di grande talento. Si è fatto male, lo valuteremo, ma per il calcio qui in Italia è perfetto. Può fare la differenza”.

Spazio poi ai commenti sul neo-acquisto Gonçalo Ramos e sulla stella Rafael Leao:

“Mi piace tanto Gonçalo, l’avete visto: in mezzo a tre difensori ha segnato. Le persone guardano solo il talento, io vedo un giocatore che si inquadra bene nel gruppo. Il suo arrivo veloce significa che crediamo nella squadra. Leao? Ha giocato molto bene ai Mondiali, ma sono felice di tutta la squadra in generale”.

Il riscatto post-Manchester United e l’obiettivo Seconda Stella

La parentesi alla guida dei Red Devils non è stata fortunata, ma Amorim la archivia considerandola una fondamentale scuola formativa per questa nuova avventura italiana:

“Cosa ho imparato dall’esperienza allo United? Difficile spiegare gli errori. Io sono l’allenatore del Milan e parlo del Milan. Mi dispiace di come sia andata allo United, ma ho imparato tantissimo. Ora ho fame di successo, credo nel Milan”.

Le ambizioni, d’altronde, coincidono con quelle del club e della proprietà, che chiede un calcio d’attacco e punta dritto allo Scudetto:

“Certo che vogliamo vincere la seconda stella. So che sarà dura, ci sono mille variabili. Dopo la prima riunione con la dirigenza mi è scattato qualcosa: mi è stata presentata la struttura, il percorso di scouting. Quando senti di avere le persone giuste attorno a te, ci sono tutti gli ingredienti per la sfida”.

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