Dici Parma, dici gioventù

Il Parma ed i giovani.

Quando a Giugno 2025 è arrivato l’annuncio di Carlos Cuesta come nuovo allenatore del Parma, i media e l’opinione pubblica italiana sono stati particolarmente impressionati dalla scelta, che però si inseriva in un solco tracciato dalla proprietà Krause sin dal suo arrivo nel 2020: puntare su un gruppo squadra giovanissimo e internazionale, sia in campo che in panchina.

Parma: subito a caccia di giovani

Non a caso, il Parma era stato la squadra più giovane della Serie A 2024/2025, con un’età media di 23,8 anni, seguita a debita distanza dalla Juventus (24,3) e da Hellas Verona ed Empoli (entrambe a 25,1).

Le scelte programmatiche del Parma nella scorsa stagione sono andate nella stessa direzione: Cuesta ha costruito uno staff giovanissimo (il suo vice, Rui Sa Lemos, ha 36 anni) e il Parma ha portato in campo, per la seconda annata consecutiva, la squadra più giovane del campionato, questa volta leggermente più matura (24,3 anni, contro i 24,7 anni del Cagliari secondo), per affrontare un campionato più difficile nelle previsioni e offrire a Cuesta quel pizzico di esperienza in più necessario alla prima esperienza in panchina.

A caccia di giovani talenti

Quest’estate, però, il Parma sta decidendo di perseguire fino in fondo la linea verde che si è ormai prefissata da tempo, ringiovanendo sensibilmente il gruppo che ha già la palma di più giovane del campionato.

In porta è arrivato Giovanni Daffara, una delle sorprese della Serie B con la maglia dell’Avellino: classe 2004 (un “quasi 2005”, essendo nato il 21 dicembre), Daffara è stato acquistato dalla Juventus per 6 milioni di euro più il 10% sulla futura rivendita, un investimento significativo per un portiere con 0 presenze in Serie A. Daffara sostituirà con ogni probabilità Suzuki, che compirà ventiquattro anni tra poche settimane e sul cui nome sembrano essersi particolarmente interessate, nelle ultime settimane, Juventus e Paris-Saint Germain.

A centrocampo, dopo quattro anni, ha lasciato il club Nahuel Estevez che quest’anno ha accumulato oltre 1000 minuti in stagione: è stato il bottone che il Parma schiacciava in caso di emergenza, il mediano da buttare in campo quando c’era bisogno di respirare.

Il suo posto verrà preso – quantomeno numericamente, perché le caratteristiche sono diverse – da Benjamin Cremaschi, classe 2005 già nella rosa del Parma l’anno scorso e riscattato dall’Inter Miami per 5 milioni di euro. La scorsa stagione Cremaschi ha trovato pochissimo spazio (solo 144 minuti per lui), da un lato per la partecipazione al Mondiale Under 20 con gli Stati Uniti tra Settembre e Ottobre, dall’altro per un fisiologico periodo di adattamento al calcio italiano; nel momento in cui Cremaschi stava guadagnando spazio nell’undici titolare del Parma, venendo schierato da Cuesta nel ruolo atipico di quinto di centrocampo con compiti diffusi di regia, Cremaschi ha subito la lesione del menisco sinistro, finendo la stagione. Nonostante ciò, il Parma ha deciso comunque di investire su di lui una cifra discreta ma non azzardata, se si considera la stima che ha di lui un certo Lionel Messi.

Non finisce qui: in attacco è arrivato Ousmane Diallo, ala sinistra del 2007, che prenderà grossomodo il minutaggio di Oristanio (2002); in difesa è stato riscattato Franco Carboni (2003), affiancato sulla fascia sinistra a Valeri (1997) con la prospettiva di ottenere un minutaggio più ampio; dalla Primavera sono stati promossi il mediano Konate (2006) e il centrale Drobnic (2007), senza considerare la coppia di difensori centrali classe 2009 composta da Varali e Diallo, campione d’Europa con l’Under 17, che quest’anno partirà con la Primavera ma che potrebbe quantomeno rientrare tra i convocati con l’avanzare della stagione.

A loro vanno aggiunti altri due attaccanti già presenti in rosa ma il cui minutaggio aumenterà, come Matija Frigan (classe 2003 che la scorsa estate ha subito la rottura del legamento crociato pochi giorni dopo l’arrivo a Parma) e Nesta Elphege, classe 2001 arrivato a gennaio e che ha già fatto vedere dei lampi di onnipotenza negli ultimi due mesi di campionato.

Ed anche lo staff……

Il rinnovamento del Parma è profondissimo e quest’estate ha coinvolto anche un arricchimento dello staff attorno a Cuesta, anch’esso pesantemente ringiovanito. Sam Wilson, 34 anni, reduce da dodici anni all’Arsenal, sarà il nuovo Head of Performance, ed è facile immaginare che sia stato esplicitamente richiesto da Cuesta; accanto a lui è stato promosso dalla Primavera Valerio Persichetti (1993) come preparatore atletico, mentre ad arricchire il comparto tecnico sono arrivati Marco Ciaralli (1984) dalla Roma e Cristian Ceballos (1993) dalla Fiorentina.

Mentre molte squadre puntano sull’usato sicuro cercando esperienza e una presunta sicurezza, il Parma lavora rinnovando in continuazione il proprio gruppo squadra, e lo fa senza perdere in qualità ma consolidando il suo gruppo.

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