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Bisseck: “All’Inter subito a casa. E potevo andare all’Eintracht Francoforte”

Bisseck: “All’Inter subito a casa. E potevo andare all’Eintracht Francoforte”

Bisseck dal ritiro della Germania: “Ero concentrato su un possibile trasferimento in Bundesliga, l’Eintracht Francoforte era un’opzione concreta. Per me Danimarca e Germania rappresentavano il percorso più logico per me anche perché Francoforte è un’ottima piazza che valorizza i giovani e dove si possono vincere titoli.

E poi mi ero confrontato bene con la dirigenza. Mio padre anche mi diceva che era la scelta giusta e che bisognava procedere passo dopo passo. Ma quando chiama l’Inter, devi ascoltare per forza. All’inizio pensavo alle solite voci di mercato, poi ho letto persino del Manchester City e ho riso. ‘Sì, dall’Aarhus al City’.

I miei genitori mandavano gli articoli nella chat di gruppo e io rispondevo ironicamente. Quando le cose con l’Inter si sono fatte serie, ho chiesto di parlare al telefono con i dirigenti dell’Inter per crederci. E all’improvviso avevo davvero il direttore sportivo in chiamata, ci ho parlato e a quel punto bisognava capire se non fosse un salto troppo grande perché passare dalla Danimarca all’Inter per una cifra contenuta, sapendo che nel calcio ci sono gerarchie precise e chi viene pagato 80 milioni viene trattato diversamente da chi arriva per 7 milioni.

Papà temeva che potesse servirmi un anno intero per ambientarmi, ma alla fine la decisione è stata mia e io ho voluto fortemente fare questo passo. E ne è valsa decisamente la pena. Immagino di essere piaciuto. Io sono sempre me stesso e in una videochiamata non puoi mostrare come giochi, conta la personalità. Soprattutto quando entri da sconosciuto in uno spogliatoio di quel livello, serve carattere, altrimenti rischi di essere sopraffatto. Devo dire che all’Inter le grandi stelle sono state estremamente amichevoli fin dal primo giorno, senza alcun tipo di presunzione. Ti fai sentire subito a casa”