Alberto Gilardino al Parma: il grande ritorno del “Gila” in panchina

Alberto Gilardino torna a Parma da allenatore, dopo le grandi esperienze da calciatore. Per il Gila, però, la strada non è in discesa.

Manca ormai solo l’annuncio ufficiale per sancire il matrimonio tra il Parma Calcio e Alberto Gilardino. L’ex bomber dei crociati, indimenticato protagonista della storica cavalcata d’inizio anni Duemila, è pronto a raccogliere un’eredità pesante dopo l’addio dello spagnolo Carlos Cuesta. Si tratta di un’occasione d’oro per il tecnico di Biella dopo l’esperienza del Pisa della scorsa stagione, terminata anticipatamente a Gennaio.

Dalla fine dell’era Cuesta alla scelta del presidente Krause

La separazione consensuale con Carlos Cuesta ha sorpreso l’ambiente, ma la dirigenza guidata dal presidente Kyle Krause non ha perso tempo. Sfumate o accantonate le prime idee alternative come Roberto D’Aversa e Paolo Zanetti, la scelta è ricaduta con decisione su Alberto Gilardino.

Il tecnico ex Genoa, dopo aver definito le ultime formalità, è atterrato in Emilia per legarsi al club con un contratto fino a giugno, corredato da un’opzione per la stagione successiva. Per lui si tratta di un vero e proprio tuffo nel passato: torna al Tardini ventun anni dopo le sue magie da giocatore.

Il profilo tattico: come gioca il calcio di Gilardino?

A livello di proposta calcistica, Alberto Gilardino si è distinto in questi anni per un approccio pragmatico, camaleontico e fortemente basato sulla compattezza difensiva e sulla valorizzazione del collettivo. Nei suoi anni al Genoa, il “Gila” ha dimostrato di saper imbrigliare le grandi squadre grazie a un 3-5-2 (o 3-4-2-1) molto solido, capace di coprire bene gli spazi e di ripartire con efficacia. Più che un integralista del beau jeu, Gilardino predilige un calcio verticale, che si adatta alle caratteristiche dei calciatori a disposizione e punta a ridurre al minimo i rischi nella propria trequarti. Inoltre, forte del suo passato da leggendario centravanti della Serie A, sa entrare nella testa degli attaccanti, aiutandoli a ritrovare smalto e precisione sottoporta.

Gilardino farà bene o male a Parma?

Valutare l’impatto di un nuovo allenatore a stagione in corso richiede un’analisi lucida dei pro e dei contro sulle prospettive del Parma.

Tra i fattori che possono far sperare in un impatto positivo spicca l’empatia con la piazza. Il nome di Gilardino evoca ricordi dolcissimi nei tifosi del Parma e l’entusiasmo della gente del Tardini sarà un alleato fondamentale per compattare l’ambiente dopo il ribaltone tecnico. A questo si aggiunge un pragmatismo immediato: la rosa del Parma ha bisogno di certezze e di una quadratura tattica rapida. Gilardino è un allenatore concreto, poco incline ai fronzoli e bravissimo a dare un’identità difensiva solida in tempi brevi, unendo il tutto a una grande gestione dello spogliatoio grazie al carisma accumulato nella sua straordinaria carriera da calciatore.

D’altra parte, non mancano le possibili criticità e i rischi legati all’operazione. Cuesta aveva lavorato su un’impostazione che, nelle ultime uscite, stava virando verso la difesa a tre, ma ereditare una squadra costruita sul mercato estivo seguendo dettami differenti potrebbe richiedere un lavoro di adattamento non banale. Inoltre, la pressione delle aspettative rappresenta un’arma a doppio taglio: tornare da idolo dei tifosi in veste di allenatore significa che, se i risultati non dovessero arrivare subito, la pressione mediatica e ambientale potrebbe farsi sentire pesantemente.

Prospettive future in Serie A

L’esordio sulla panchina crociata non sarà dei più semplici, atteso com’è dal battesimo di fuoco contro l’Inter. Tuttavia, per Alberto Gilardino questa rappresenta la grande chance per consacrarsi definitivamente tra i tecnici emergenti più affidabili del panorama italiano. Il Parma ha fame di stabilità e punti: il campo, come sempre, darà il verdetto definitivo.

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