Dalla C alla Serie A e l’addio: i 10 anni dei Corrado al timone del Pisa

Dalla salvezza societaria del 2016 all'avvento di Damien Comolli: cronaca di una presidenza che ha segnato un'epoca

Da dicembre 2016 al 19 ottobre 2026, con l’annuncio di Knaster che ha nominato Damien Comolli nuovo presidente e AD del Pisa Sporting Club, la famiglia Corrado è rimasta alla guida di Pisa per 9 anni e 10 mesi.

Gli inizi della famiglia Corrado

In quel dicembre i Corrado, insieme alla Ma.Gi.Co Pisa e al dottor Enzo Ricci, rilevarono la società nerazzurra in un periodo estremamente delicato e turbolento della storia recente del Pisa, reduce da gravi tensioni societarie e ambientali dopo la promozione in Serie B.

Quella stagione terminò con la retrocessione in Serie C, ma fu solo l’inizio del percorso della famiglia parmense appena arrivata sotto la Torre pendente. Il loro approdo restituì stabilità finanziaria e programmazione a una piazza caldissima e appassionata come Pisa.

Nonostante la retrocessione in Serie C al termine della stagione 2016-2017, la società non si scompose e i primi anni della gestione Corrado furono focalizzati sulla costruzione di fondamenta solide.

Dalla Serie C al sodalizio con Knaster

Dopo due stagioni di purgatorio in Serie C, alla fine della stagione 2018-2019 i nerazzurri, guidati da Luca D’Angelo, riconquistarono la Serie B battendo la Triestina in finale playoff. Il Pisa tornò così in Serie B, questa volta per restarci.

Sotto la gestione Corrado, il club si radicò stabilmente nella serie cadetta, costruendo stagione dopo stagione una struttura solida, pur senza far mancare momenti di grande pathos.

Un momento cruciale nella storia recente del club avvenne a gennaio 2021, quando Alexander Knaster rilevò le quote di maggioranza del Pisa Sporting Club. Ma nonostante questo cambiamento, la famiglia Corrado rimase salda al centro del progetto.

Questo connubio permise al Pisa di sfiorare il grande salto in Serie A, come nella stagione 2021-2022, in cui i nerazzurri arrivarono a un passo dalla promozione diretta, perdendo la finale playoff contro il Monza.

Infrastrutture e il traguardo della Serie A

Oltre ai risultati sul campo, l’era Corrado si distinse per la visione a lungo termine legata alle infrastrutture, un aspetto storicamente critico per il Pisa, concretizzandosi nel forte impegno per la riqualificazione e l’ammodernamento della Cetilar Arena – Stadio Romeo Anconetani.

Il coronamento di questo lungo percorso è avvenuto con il traguardo storico del ritorno in Serie A, un obiettivo inseguito per anni e raggiunto grazie a una programmazione costante e a una gestione tecnica sempre più raffinata.

L’impatto con la massima serie e la retrocessione

Il salto in Serie A, conquistato al termine di un percorso di crescita meticoloso, ha messo subito di stucco l’ambiente nerazzurro di fronte a una realtà spietata. La società ha cercato di mantenere la propria filosofia basata sulla sostenibilità e sulla valorizzazione del gruppo, ma l’impatto con i ritmi, l’intensità e la qualità tecnica della massima serie si è rivelato proibitivo.

Nel corso della stagione, la squadra ha faticato enormemente a trovare continuità di risultati. Nonostante gli sforzi profusi sul mercato e il lavoro dello staff tecnico, il Pisa si è ritrovato ben presto a lottare nelle sabbie mobili della classifica, pagando a caro prezzo il gap di esperienza nella categoria.

La retrocessione matematica, arrivata in primavera dopo la sconfitta contro il Lecce, ha sancito l’epilogo di un sogno svanito troppo in fretta.

Emblematiche furono le parole pronunciate a fine stagione dai vertici societari, in particolare dal direttore generale Giovanni Corrado, il quale ammise con grande onestà intellettuale e realismo che l’ambiente e la struttura del club si erano scontrati con una dimensione “per la quale non eravamo pronti”. Anche le scelte operate sul mercato di gennaio vennero rivisitate alla luce di una rosa che, nei fatti, faticava a reggere l’urto della Serie A.

Quella stagione negativa nella massima serie ha lasciato inevitabilmente degli scossoni all’interno della programmazione del club. Sebbene Alexander Knaster abbia inizialmente cercato di riorganizzare subito le basi per ripartire in cadetteria, le scorie di quell’annata difficile hanno inciso profondamente sul futuro del club, portando, pochi mesi più tardi, al divorzio.

Il nuovo centro sportivo e la svolta nella governance

Nell’ultima parte della stagione di Serie A è stata posta la prima pietra per simboleggiare l’inizio dei lavori del nuovo e moderno centro sportivo, fortemente voluto dalla proprietà per garantire alla prima squadra e al settore giovanile strutture all’altezza dei professionisti, che dovrebbe essere pronto nel 2027.

Tuttavia, dopo esattamente dieci anni di gestione ininterrotta, nell’ottobre del 2026 si è consumato a sorpresa il capitolo finale.

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