La pesante sconfitta contro la Lazio ha aggravato una situazione già delicata in casa Juventus. Una sola vittoria nelle ultime cinque partite, prestazioni deludenti e uno spogliatoio attraversato da tensioni hanno alimentato i dubbi sulla gestione di Luciano Spalletti.
La dirigenza bianconera avrebbe sondato la disponibilità dell’allenatore a una risoluzione consensuale del contratto, accompagnata da una buonuscita contenuta. La risposta di Spalletti sarebbe stata negativa: il tecnico non avrebbe alcuna intenzione di dimettersi, rivendicando il diritto di rispettare l’accordo sottoscritto.
Un contratto da sei milioni di euro netti a stagione per due anni, che rappresenterebbe un ostacolo economico importante per un eventuale cambio in panchina.
Conte alla Juventus? Il veto di Elkann complica il ritorno
Sul futuro della panchina bianconera continua ad aleggiare il nome di Antonio Conte, desideroso di tornare alla guida della Juventus.
A frenare l’operazione, però, sarebbe proprio John Elkann. Il numero uno di Exor non avrebbe ancora superato la delusione per quanto accaduto nella precedente stagione, quando Conte scelse di proseguire la propria esperienza al Napoli nonostante i contatti con l’ambiente juventino.
Il tecnico salentino avrebbe cercato di riaprire il dialogo attraverso Giorgio Chiellini, con il quale i rapporti sarebbero tornati solidi. L’obiettivo sarebbe quello di ottenere un confronto diretto con Elkann per superare le resistenze della proprietà.
Si tratta, tuttavia, di uno scenario ancora privo di conferme ufficiali.
Juventus, una convivenza obbligata?
La sensazione è che Juventus e Spalletti siano destinate a proseguire insieme, almeno nell’immediato. La società difficilmente potrebbe sostenere l’ingaggio di un nuovo allenatore di primo piano senza prima risolvere il contratto dell’attuale tecnico.
Nel frattempo, la dirigenza dovrà lavorare per ricompattare l’ambiente e restituire competitività a una squadra che rischia di perdere ulteriore terreno nella corsa alla qualificazione in Champions League.
Il futuro resta legato ai risultati. Spalletti ha scelto di restare, Conte rimane sullo sfondo ed Elkann non sembra intenzionato a concedere margini economici per una rivoluzione.
Ma una domanda rimane: quanto può durare una convivenza se i risultati continueranno a mancare?
