Pallone d'Oro femminile

Alexia Putellas, la regina che si è ripresa il trono

Il terzo Pallone d'Oro consacra una delle figure più influenti del calcio moderno. Dai successi con il Barcellona al ritorno ai vertici, la storia di una campionessa che ha segnato un'epoca.

27 ottobre 2026 06:45
Alexia Putellas, la regina che si è ripresa il trono - https://www.instagram.com/p/De-Ydg8lfO1/
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Tre Palloni d'Oro non si vincono per caso. Servono talento, continuità, personalità. Ma soprattutto bisogna avere la capacità di rimanere protagonisti mentre il calcio cambia, gli avversari crescono e le nuove generazioni cominciano a reclamare spazio. Alexia Putellas ci è riuscita, attraversando stagioni profondamente diverse e tornando a imporsi ai vertici di uno sport che lei stessa ha contribuito a trasformare.

Il Pallone d'Oro 2026, conquistato a Londra dopo quelli del 2021 e del 2022, restituisce alla spagnola un primato individuale che negli ultimi tre anni era appartenuto alla connazionale Aitana Bonmatí. Non è soltanto il ritorno di una fuoriclasse sul gradino più alto del podio. È il riconoscimento a una carriera che ha accompagnato il passaggio del calcio femminile verso una dimensione sempre più professionale, competitiva e popolare.

Dal Barcellona dei sogni al Barcellona dei record

Nata nel 1994 a Mollet del Vallès, alle porte di Barcellona, Putellas ha costruito il proprio rapporto con il calcio in un contesto nel quale le opportunità per una bambina erano ancora molto differenti rispetto a quelle offerte ai coetanei maschi.

Il suo percorso passa dalle giovanili dell'Espanyol e dal Levante, prima dell'approdo al Barcellona nel 2012. All'epoca il club catalano non è ancora la potenza europea che conosciamo oggi. Il progetto femminile sta crescendo, ma il divario con le principali formazioni del continente rimane evidente.

Alexia diventa uno dei volti di quella trasformazione. Cresce insieme alla squadra, ne assorbe la filosofia e finisce per rappresentarla. Il suo calcio si fonda su intelligenza, controllo degli spazi e capacità di scegliere sempre il momento giusto per accelerare. Non ha bisogno di monopolizzare il pallone per determinare una partita: spesso le basta una giocata per cambiarne l'inerzia.

La Champions League conquistata nel 2021 segna il definitivo ingresso del Barcellona nell'élite europea. Nello stesso anno arriva il primo Pallone d'Oro, seguito dal secondo nel 2022. Il calcio femminile ha trovato una nuova protagonista globale, capace di attirare attenzione anche oltre i confini del campo.

Quando il calcio ti costringe a cambiare

Nel luglio 2022, pochi giorni prima dell'inizio degli Europei, la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro interrompe bruscamente la sua ascesa.

È uno spartiacque. Non soltanto per i lunghi mesi di riabilitazione, ma perché al suo ritorno Putellas trova un contesto diverso. Il Barcellona continua a vincere, Aitana Bonmatí si afferma come nuova leader tecnica e la concorrenza internazionale diventa sempre più agguerrita.

Per una giocatrice abituata a essere il centro del progetto, la sfida non consiste semplicemente nel recuperare la condizione fisica. Occorre reinventare il proprio ruolo senza perdere la propria identità.

È probabilmente questa la parte più interessante della sua evoluzione. Alexia impara a gestire diversamente le energie, valorizza la lettura del gioco e mette la propria esperienza al servizio della squadra. Il talento rimane, ma cambia il modo di esprimerlo.

Un passaggio emblematico arriva nella finale di Champions League del 2024 contro il Lione. Entrata dalla panchina, segna nel recupero il gol del definitivo 2-0. Non è una rete che definisce da sola la sua rinascita, ma rappresenta la capacità di incidere anche in una veste diversa rispetto al passato.

Il 2026 e una nuova dimensione

La stagione 2025-2026 restituisce una Putellas nuovamente decisiva. Con il Barcellona conquista campionato, Champions League, Coppa della Regina e Supercoppa spagnola, contribuendo a un altro ciclo di successi del club catalano.

La sua influenza va oltre i numeri. Putellas continua a essere un riferimento nella gestione del possesso, nella rifinitura e nella costruzione delle occasioni. Una calciatrice capace di interpretare situazioni differenti, adattando le proprie qualità alle esigenze della partita.

Poi arriva una scelta destinata a sorprendere: dopo quattordici stagioni, lascia il Barcellona per le London City Lionesses.

Il trasferimento nell'estate 2026 apre un capitolo completamente nuovo. Abbandonare il club nel quale è diventata una leggenda significa rinunciare a certezze tecniche e ambientali, accettando la responsabilità di contribuire alla crescita di un'altra realtà calcistica.

È una decisione che racconta molto della sua personalità. A 32 anni, con una bacheca già straordinaria, Putellas sceglie di misurarsi con un contesto differente anziché limitarsi a custodire quanto conquistato.

Il terzo Pallone d'Oro arriva proprio in questa fase di cambiamento. Un riconoscimento che premia la stagione precedente, ma che assume inevitabilmente un significato più ampio alla luce del nuovo percorso intrapreso.

L'eredità di Alexia va oltre i trofei

Sarebbe riduttivo raccontare Putellas soltanto attraverso i successi sportivi. La sua carriera si intreccia con l'evoluzione del calcio femminile europeo, con la crescita degli investimenti e con una visibilità che fino a pochi anni fa sembrava difficile da immaginare.

Alexia non è stata l'unica protagonista di questa trasformazione, ma ne è diventata uno dei simboli più riconoscibili. Ha contribuito a dimostrare che il calcio femminile può costruire identità forti, generare appartenenza e offrire modelli sportivi capaci di parlare a un pubblico sempre più ampio.

Il suo contributo assume un valore particolare anche per le giovani calciatrici. Vedere una donna conquistare tre Palloni d'Oro significa avere davanti un riferimento concreto, non un'ambizione astratta.

E forse è proprio qui che si trova la differenza tra una grande giocatrice e una figura destinata a lasciare un'eredità.

I trofei raccontano quello che Alexia Putellas ha conquistato. Il calcio femminile di oggi racconta, almeno in parte, quello che ha contribuito a costruire.

Il terzo Pallone d'Oro non apre la sua leggenda e probabilmente non la conclude. Ne rappresenta piuttosto un nuovo capitolo, quello di una campionessa che ha imparato a cambiare senza smettere di essere decisiva.

Perché il segno lasciato dai grandi protagonisti non si misura soltanto da quante volte riescono a vincere, ma anche da ciò che resta dopo il loro passaggio.

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