Comolli si presenta: "Abbiamo grandissimo talento, ora servono i risultati. La Serie A è l'obiettivo"
Dal nuovo centro sportivo in arrivo nel 2027 alle prospettive sullo stadio e sul mercato, ecco la visione della nuova presidenza
Arrivato a Pisa il 19 ottobre, Damien Comolli — nominato Presidente e Amministratore Delegato del Pisa Sporting Club oltre che parte integrante del Consiglio di Amministrazione — si è presentato ufficialmente presso la Sala Stampa “Passaponti” della Cetilar Arena, dove ha incontrato i rappresentanti della stampa cittadina.
"Sono molto contento e onorato di essere qui a Pisa e di essere il Presidente. Abbiamo una grandissima squadra e dobbiamo trasformare questo talento in risultati. I lavori del centro sportivo stanno andando spediti, ci sono già andato due volte. La parte dove ci saranno il bar e lo store è quasi pronta. La struttura dell'area dedicata agli uffici è già stata costruita. Su due dei sette campi la base del terreno di gioco è già stata costruita. Senza nessun dubbio nel 2027 lo inaugureremo per ragazzi e ragazze, quindi anche per il calcio femminile.
Riguardo allo stadio, abbiamo avuto un incontro col Sindaco; io e Knaster abbiamo un'idea precisa. Il primo punto è il tempismo: il momento opportuno è quando saremo in pianta stabile in Serie A. Il secondo è la sostenibilità, perché un progetto del genere può essere sostenibile con i ricavi della Serie A. Il terzo è l'aspetto tecnico, che è più una sfida: essendo dentro il centro della città è fattibile, ma sicuramente è una sfida da affrontare.
Ho deciso di accettare il Pisa perché abbiamo un importante proprietario come Knaster, che ha investito tanto e vuole costruire qualcosa di importante a Pisa, e il fatto che si concentri molto sulle infrastrutture è significativo di quanto ci tenga. Più parlavo con Knaster, più ho iniziato a studiare la città e il progetto, e questo mi ha convinto.
Non credo che il progetto di Bianco sia biennale: anche lui vuole salire in A alla prima possibilità. Il calciomercato non è una nostra priorità, dobbiamo far funzionare la squadra attraverso i risultati; è una squadra molto talentuosa. Gabbanini si occupa del calciomercato e, se ci saranno occasioni, si farà trovare pronto. Nessuno nel club sta aspettando il mercato, siamo già competitivi adesso: come avete visto col Palermo, la miglior squadra sulla carta della categoria, ce la siamo giocata alla pari.
Ho sempre pensato che la prima cosa da fare sia ascoltare e imparare. Quindi sto imparando a conoscere il club, la città e i tifosi, e l'ascolto è la cosa migliore in questo momento. Se ci saranno dei modi più rapidi o se qualcuno avrà bisogno del mio aiuto, ci sarò. Non c'è niente di finito, il progetto dello stadio non è ancora stato valutato ma succederà nelle prossime settimane. Sono stato in tanti stadi e so quanto la tecnologia stia andando avanti.
La squadra ha le potenzialità per ambire alla Serie A: in questo momento i buoni giocatori li abbiamo, mancano i risultati. Dobbiamo costruire il nostro modello e la nostra identità; ho una mia idea ma ancora non l'ho detta nemmeno a Knaster. Il modello Como lo vedo come un'ispirazione.
La prima volta che Knaster mi ha chiamato è stata a fine agosto, poi sono passati due mesi prima di iniziare. Per quanto riguarda la gestione del management, ne abbiamo parlato con Knaster e manterrò entrambe le cariche, perché a livello di governance non c'è bisogno di aggiungere nuove cariche.
Pisa rappresenta un progetto che ci può far creare qualcosa di grande e duraturo per il futuro; vorrei lasciare un'eredità per il club e per la città. Essendo io il presidente, ho il potere di di firma sia in Lega, che in FIGC o alla Camera di Commercio, e posso parlare a nome del club. Tra me e Knaster c'è una comunicazione diretta e lavoriamo insieme.
Ho trovato un club con radici solide, molto ben organizzato e con le basi per migliorare molto nel futuro. Giovanni e Giuseppe Corrado hanno fatto un lavoro incredibile.
Per quanto riguarda il calcio femminile, sono un grande fan: ci ho lavorato molto anche al Tolosa, portandolo dal dilettantismo alla prima serie, e anche alla Juventus mi sono assicurato che la sezione femminile avesse un rendimento all'altezza del nome Juventus".