La fiducia mai totale, la notte di riflessione: come è nato l’esonero di Igor Tudor

La Juventus chiude il capitolo Tudor: i retroscena dietro l’esonero e la svolta voluta da John Elkann per salvare la stagione. Scopri tutti i dettagli nel nostro articolo!

L’avventura di Igor Tudor sulla panchina della Juventus si è conclusa bruscamente dopo la sconfitta all’Olimpico con la Lazio, che ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la società bianconera.

La decisione è maturata durante la notte successiva alla partita, con un ruolo di primo piano della proprietà, in particolare di John Elkann, che ha spinto per un cambio immediato per evitare ulteriori danni alla classifica.

Confusione tattica e mancanza di identità

Uno dei motivi principali dell’esonero di Tudor è stata la crescente confusione tattica mostrata dalla squadra nelle ultime settimane.

La Juventus non ha saputo trovare un’identità chiara e riconoscibile sul campo, segnando un netto peggioramento rispetto ai periodi precedenti.

Tudor, al contrario di quanto ci si potesse aspettare, ha criticato pubblicamente i giocatori senza però ottenere una reazione di gruppo, e questo ha finito per evidenziare una spaccatura interna e un clima deteriorato.

Alibi e tensioni interne

Nonostante a parole la squadra apparisse compatta, secondo la società bianconera Tudor ha mostrato un atteggiamento di continua ricerca di alibi, lamentandosi pubblicamente di arbitraggi e calendario, senza riuscire a incidere positivamente sul rendimento del gruppo.

Questo scontro di visioni ha creato un divario anche con la dirigenza, soprattutto con l’amministratore delegato Damien Comolli, con cui i rapporti si sono fatti tesi e non più conciliabili.

In realtà, non è un segreto, Comolli non si è mai fidato al 100% del tecnico croato. Fin dal suo arrivo come direttore generale della Juventus, il francese ha cercato alternative al croato (Conte e Gasperini ndr) senza però riuscire a portarli sotto la mole.

Il buon Mondiale per Club ha poi convinto la dirigenza ha dare una chance al tecnico croato. Ma il rapporto si è logorato lungo la strada e le riflessioni erano già partite dal pareggio contro il Borussia Dormtund.

Il ruolo di John Elkann e il futuro

John Elkann, presidente di Exor e figura chiave della proprietà, ha avuto un ruolo decisivo nella scelta. Elkann ha ritenuto che continuare con Tudor avrebbe solo prolungato la situazione di instabilità e allontanato ulteriormente la Juventus dalla zona alta della classifica, senza risolvere i problemi strutturali.

Per la partita contro l’Udinese, la Juventus sarà affidata momentaneamente a Massimo Brambilla, tecnico della Next Gen, mentre per la successione del tecnico croato si ipotizzano nomi come Luciano Spalletti e Raffaele Palladino, entrambi fortemente considerati per rilanciare la squadra.

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