L’inchiesta arbitri della Procura di Milano continua ad allargarsi e registra nuovi sviluppi pesanti. Dopo il coinvolgimento di Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, emergono altri tre nomi iscritti nel registro degli indagati: Daniele Paterna, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. La notizia rilanciata nelle ultime ore conferma un’indagine sempre più ampia su presunte irregolarità legate a designazioni arbitrali e gestione del VAR.
Chi sono i nuovi indagati
Secondo quanto emerso, Daniele Paterna sarebbe finito sotto la lente per l’episodio relativo a Udinese-Parma del marzo 2025. In quella gara, durante un controllo VAR su un possibile rigore, un video già circolato nei giorni scorsi mostrerebbe un cambio di valutazione dopo un’interazione esterna alla sala VAR, elemento ora oggetto di verifica investigativa.
Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo risultano invece collegati soprattutto al caso Inter-Verona del 6 gennaio 2024, match ricordato per il contatto Bastoni-Duda e per il mancato richiamo al monitor dell’arbitro di campo. Nasca operava come VAR, mentre Di Vuolo ricopriva il ruolo di AVAR.
Il caso Inter-Verona resta centrale
La partita di San Siro continua a rappresentare uno snodo importante del fascicolo milanese. Proprio dopo quella gara sarebbe stato presentato un esposto che chiedeva chiarimenti sulla gestione dell’episodio contestato.
Gli inquirenti starebbero cercando di capire se vi siano state omissioni, errori tecnici oppure condotte differenti rispetto al protocollo previsto. Al momento, però, si tratta ancora di verifiche preliminari.
Il filone Paterna e il VAR di Udinese-Parma
Un altro asse dell’indagine riguarda quanto accaduto in Udinese-Parma, gara decisa da un rigore assegnato dopo revisione al monitor. Gli investigatori starebbero approfondendo il ruolo di Paterna e l’eventuale presenza di interferenze esterne nella dinamica decisionale della sala VAR.
Rocchi atteso in Procura
Resta fissato per i prossimi giorni anche il passaggio di Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni davanti ai magistrati. Le loro versioni potrebbero chiarire diversi aspetti dell’indagine, in una settimana considerata decisiva per il futuro del caso.
Presunzione di innocenza
È fondamentale ricordare che tutti i soggetti coinvolti sono soltanto indagati e che non esiste alcuna responsabilità accertata in via definitiva. L’inchiesta si trova ancora in fase preliminare.
