Giovanni Malagò esce definitivamente allo scoperto e annuncia la sua candidatura alla presidenza della FIGC.
Dopo settimane di indiscrezioni, incontri politici e confronti con le varie componenti del calcio italiano, l’ex presidente del CONI ha confermato che depositerà ufficialmente la documentazione per correre alle elezioni federali del prossimo 22 Giugno.
Le parole pronunciate ai microfoni di Sport Mediaset chiudono di fatto ogni dubbio sul suo ingresso nella corsa per la guida della Federcalcio: “Domani mattina presto consegnerò tutto. Ho già preparato e firmato tutto”.
La candidatura di Malagò alla FIGC
L’annuncio arriva in un momento molto delicato per il calcio italiano, alle prese con tensioni istituzionali, polemiche sulla gestione del campionato e il caos legato al rinvio del derby Roma-Lazio.
Malagò ha spiegato di aver atteso volutamente prima di ufficializzare la candidatura, anche per rispetto delle componenti federali e degli equilibri politici interni al sistema calcio.
“Come avevo detto. Penso di essere stato rispettoso della parola”, ha dichiarato l’ex numero uno del CONI, sottolineando di aver voluto aspettare anche la posizione della Serie B prima di sciogliere definitivamente le riserve.
Negli ultimi giorni, infatti, diversi segnali avevano fatto capire come il consenso attorno al suo nome stesse crescendo rapidamente. Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime settimane, Malagò avrebbe già l’appoggio di gran parte della Serie A, oltre a quello dell’Associazione Italiana Calciatori e dell’Associazione Allenatori.
“Speriamo di arrivare all’unità di consensi”
Tra i passaggi più significativi del suo intervento c’è il riferimento alla necessità di trovare compattezza attorno alla futura governance del calcio italiano.
“C’è sempre da auspicare questo, a prescindere. Penso che la situazione sia particolare, non banale o complicata. Giusto cercare il più possibile di avere unità di opinioni e consensi. Speriamo di arrivarci”.
Una frase che viene letta come un messaggio diretto alle varie anime del calcio italiano, spesso divise su diritti tv, riforme dei campionati e gestione federale.
Malagò sa bene che una FIGC frammentata rischierebbe di indebolire ulteriormente il sistema, soprattutto in una fase storica nella quale il calcio italiano sta cercando di rilanciarsi sia economicamente sia a livello internazionale.
Il sostegno della Serie A e gli equilibri politici
La candidatura dell’ex presidente del CONI nasce soprattutto dalla spinta della Lega Serie A. Già nelle scorse settimane erano emerse indiscrezioni su un forte sostegno dei club di vertice nei confronti di Malagò, considerato il profilo ideale per ricompattare il sistema calcistico italiano dopo le tensioni degli ultimi mesi.
Il dirigente romano rappresenta una figura trasversale nel panorama sportivo italiano. Negli anni alla guida del CONI ha costruito rapporti solidi con il CIO, le istituzioni politiche e le principali federazioni sportive.
Anche per questo motivo la sua candidatura viene vista da molti dirigenti come una soluzione capace di garantire peso politico e credibilità internazionale alla FIGC.
Il commento sul derby Roma-Lazio
Malagò ha parlato anche della polemica esplosa attorno allo spostamento del derby Roma-Lazio a lunedì sera, decisione contestata duramente dalla Lega Serie A.
“ Una domanda insidiosa, ti rispondo in privato”, ha risposto sorridendo prima di aggiungere: “Speriamo che si trovi una soluzione, senza dover passare per altri canali”.
L’ex presidente del CONI ha però precisato di non avere alcun ruolo diretto nella vicenda, definendola una questione di competenza tra Lega Serie A e organismi istituzionali.
Adesso parte la corsa alla FIGC
Con il deposito ufficiale della candidatura, previsto nelle prossime ore, la corsa alla presidenza federale entra nel vivo.
Le prossime settimane serviranno a capire se attorno a Malagò nascerà davvero quella “unità di consensi” evocata nelle sue dichiarazioni oppure se emergeranno candidature alternative in grado di dividere il fronte del calcio italiano.
Di certo, l’annuncio ufficiale cambia già gli equilibri politici della FIGC e apre una fase nuova per il futuro del calcio italiano.
