Baggio shock: "Lippi mi chiese di fare la spia nello spogliatoio dell'Inter"

Baggio shock: "Lippi mi chiese di fare la spia nello spogliatoio dell'Inter"Nel suo libro autobiografico, Roberto Baggio racconta l'invidia subita per via delle sue prestazioni in campo riportando que...

21 maggio 2026 14:39
Baggio shock: "Lippi mi chiese di fare la spia nello spogliatoio dell'Inter" -
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Baggio shock: "Lippi mi chiese di fare la spia nello spogliatoio dell'Inter"

Nel suo libro autobiografico, Roberto Baggio racconta l'invidia subita per via delle sue prestazioni in campo riportando questa dichiarazione: "L'amore popolare mi ha dato tanto nella vita e mi commuove ogni volta per la sua potenza, ho sempre fatto il massimo per ricambiarlo: questo attraeva inevitabilmente molta invidia che acceca, corrompe, corrode il cuore di chi non sa fare i conti con il proprio ego; Marcello Lippi volle incontrarmi a marzo e mi chiese di fargli i nomi di chi nello spogliatoio avrebbe potuto remare contro di lui, risposi a modo mio: 'Mister, io mi alleno al massimo, lei valuterà se merito di giocare o no, ma non mi chieda altro'".

Sulla successiva e pesantissima rottura con l'allenatore, ha poi aggiunto quest'altra dichiarazione: "Indispettito, lui cercò fin dall'estate di provocarmi per istigare una mia reazione, un giorno mi urlò con toni arroganti e aggressivi: 'Fenomeno, dillo ai compagni che cosa non ti sta bene', io risposi con la massima tranquillità: 'Mister, dica lei ai compagni cosa mi ha chiesto di fare'".

A chiudere la triste vicenda arrivò un assurdo processo pubblico davanti a tutta la squadra prima dell'epilogo, ricordato con quest'ultima dichiarazione: "Quando feci una battuta a un giornalista dicendo che l'Inter era come una Ferrari pilotata da un vigile urbano, alla ripresa degli allenamenti fui messo a centrocampo per un pubblico processo davanti ai compagni, poi lui fu praticamente costretto a schierarmi nello spareggio contro il Parma a Verona per la qualificazione in Champions League, furono mie le due reti decisive, io giocavo per la mia squadra, per onorare la maglia e i tifosi, facevo solo il mio dovere con la passione di sempre: giocare a calcio e far divertire gli spettatori".

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