Ranocchia: “Ciclo Inter, le fondamenta le ha gettate Spalletti”
L’ex difensore nerazzurro a Sportmediaset: “Conte ha dato la svolta, con Inzaghi bellissimo quadriennio. Chivu uomo giusto per continuare a vincere”
Il ciclo vincente dell’Inter, ancora apertissimo grazie al double conquistato in questa stagione, ha una data precisa sulla linea temporale della storia del club, secondo Andrea Ranocchia. Che la fa coincidere con l’insediamento di Luciano Spalletti sulla panchina nerazzurra nell’estate 2017: “Quando mi dicono che è partito tutto da Conte o addirittura da Inzaghi per le finali di Champions dico che non è così – le parole dell’ex difensore a Sportmediaset -.
Per me è partito tutto da Spalletti che ha gettato le fondamenta di questa Inter, con le difficoltà del caso, in una società nuova e in uno spogliatoio con situazioni non facili da gestire. In seguito, Antonio (Conte, ndr) ha dato una svolta a livello di mentalità e a livello di lavoro. Sono arrivati tanti ragazzi che tuttora sono in questa squadra e che stanno accogliendo i nuovi ormai da veterani. Quindi è arrivato Simone Inzaghi che ha fatto un bellissimo quadriennio, al di là dei discorsi di quelli che fanno notare che ha vinto solo un campionato; comunque il percorso è stato importante. E adesso – conclude Ranocchia – Cristian penso che possa continuare no questo questo cammino perché è la persona giusta. La squadra è veramente molto forte e la società è molto solida. Ci sono tutti gli ingredienti per continuare questo ciclo”.
Ranocchia poi parla della vera forza di Cristian Chivu che alla sua prima stagione sulla panchina di una grande, ha vinto scudetto e Coppa Italia. “Chivu è uno dei pochi che negli anni ho sempre sentito, è venuto a trovarmi in Umbria. La forza di Cristian è dal punto di vista umano ed è la forza di tutti i più grandi allenatori, Ancelotti, Guardiola. Riescono a capire l’uomo prima del calciatore. In questo periodo storico dentro lo spogliatoio è meglio avere empatia con il giocatore che dagli concetti tecnici. È molto più importante la testa”.
“Rispetto a tanti anni fa è sobbarcato di pressioni continue, con l’avvento dei social sei sempre sotto pressione, la parte mentale è fondamentale. Quando sono arrivato mi ha accolto come un fratello, mi dava consigli, quando giocavo male era l’amico che mi chiamava a fine partita e vi assicuro che capita pochissime volte. La sua forza è questa, ha creato subito un’empatia con i ragazzi, diversa dagli altri allenatori. Ho ancora rapporti con tanti ragazzi e tutti mi parlano di questa sorta di amicizia tra squadra e allenatore che è difficilissima da trovare. Mercato? Koné mi piace moltissimo. Frattesi penso voglia trovare altro spazio per giocare. Stankovic lo conosco, ho visto subito che aveva grandi qualità, un grandissimo calcio come il papà, però non so se è ancora pronto per essere messo dentro a un gruppo così. Io proverei se fossi l’Inter a riprenderlo e fargli provare il calcio italiano in una squadra dove possa giocare nel campionato italiano. Koné è più pronto rispetto a Stankovic in questo momento”
