Show di Ibrahimovic negli Stati Uniti: “Vogliono Zlatan, gli darò Zlatan”

Show di Ibrahimovic negli Stati Uniti: “Vogliono Zlatan, gli darà Zlatan”

Intervista show di Ibrahimovic negli Stati Uniti: il dirigente del Milan torna a parlare al Jimmy Kimmel Live su Fox Sport sul suo nuovo ruolo da opinionista tv, senza mai citare l’esperienza milanese.

“Sarò il Charles Barkley del team? Sì, so chi è, ma io nella mia carriera ho vinto, lui non ha vinto. Ma ovviamente non voglio essere irrispettoso. Nei due-tre giorni abbiamo fatto qualche prova. Io sono l’unico che non ha un copione da seguire. Sono qua per essere me stesso. Vogliono Zlatan, gli darò Zlatan. Quando gli altri faranno le loro analisi penso che agli spettatori americani verrà sonno, io sono qua per svegliarli! Sono una persona senza filtri. Quello che dico, quello che sento… giusto o sbagliato che sia, è la mia opinione. Che piaccia o meno sta a te. Però sì, con gli amici sarà un po’ più dura. Ma sono qui per giudicarli alla mia maniera”.

Ibrahimovic passa a raccontare le differenze fra i tifosi americani e quelli europei. “Ricordo che quando giocavo qui con i Galaxy, quando perdevamo uscivo dallo stadio e vedevo tifosi che ridevano, mangiando tacos, che ti aspettavano vicino la macchina… Soft. In Europa se perdi una partita i tifosi non ti aspettano vicino la macchina, ti aspettano a casa. E di sicuro non con un taco in mano. È una cosa totalmente differente. Mi ricordo che quando ero al PSG, andando in trasferta a Marsiglia, ci tiravano i coltelli in campo. Abbiamo segnato, e di solito per esultare si va verso la bandierina, quindi vicino ai tifosi. E ho visto che ci hanno lanciato un coltello. Ho detto ai miei compagni che per il prossimo gol avremmo esultato al centro del campo. Volevo uscirne vivo, niente più esultanze vicino la bandierina. In America ci sono i play off, quindi durante la stagione regolare puoi vincere o perdere, va bene lo stesso. Basta che alla fine raggiungi i play off. In Europa è differente, soprattutto nei campionati più grandi. C’è pressione. Quando non vinci, credimi, dopo 5 minuti tutto lo stadio ti fischia e lo senti”.

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