Pirlo ed il ricordo del Mondiale 2006: “Eravamo consapevoli della nostra forza. Non sottovalutare Ancelotti. Con me ingrati”

Pirlo: "Nel Mondiale del 2006 sapevamo chi fossimo. Mondiali di oggi? Ancelotti dirà la sua"

Andrea Pirlo, in esclusiva a La Gazzetta dello Sport, rivivere i segreti, le paure e i retroscena tattici e psicologici che hanno portato l’Italia sul tetto del mondo nella finale di Berlino contro la Francia.

La genesi del gruppo: “Sapevamo di essere i più forti”

Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda la percezione che la squadra aveva di se stessa. Pirlo smentisce categoricamente l’idea di un’Italia fragile o intimorita dalle corazzate straniere o dalle vicende extracalcistiche che scuotevano il paese in quell’estate.

“Eravamo sereni perché eravamo consapevoli della nostra forza ed il mister prima di noi. Non ci sentivamo inferiori a nessuno, nemmeno alla Francia. C’era una tranquillità profonda nel gruppo, una certezza che nasceva da dentro.”

Il regista spiega come Marcello Lippi sia stato un maestro nel blindare lo spogliatoio, creando un’alchimia perfetta tra veterani e giovani promesse, tutti uniti verso un unico obiettivo. La pressione esterna dovuta alla vicenda Calciopoli, anziché sgretolare il gruppo, lo ha cementato, trasformando ogni difficoltà in motivazione pura.

Il giorno della finale e la gestione della tensione

Il racconto si sposta poi sulle ore caldissime del 9 luglio 2006, il giorno della finalissima dell’Olympiastadion di Berlino. Pirlo descrive l’avvicinamento alla partita con la sua consueta e proverbiale lucidità, un tratto caratteriale che lo ha sempre contraddistinto nei momenti più critici della carriera:

La finale è la partita che aspetti in tutta la carriera. C’era concentrazione totale, silenzio, forse anche un pò di paura.

La partita con la Francia

Pirlo si sofferma al match contro la Francia:

Al rigore di Zidane pensi la partita si sia messa male, ma siamo rimasti sereni ed abbiamo pareggiato. Mi sono detto abbiamo la possibilità di vincere all’espulsione di Zidane. Però poi arrivammo ai rigori.

E Pirlo fu il primo a batterlo:

Per la testa ti passa tutto quello che hai vissuto. Non ho mai pensato a come batterlo.

L’esplosione di gioia e il significato di un trionfo

Subito dopo il rigore decisivo trasformato da Fabio Grosso, Pirlo descrive il caos emotivo: corse pazze e senza una direzione sul prato, abbracci liberatori e la sensazione immediata di aver toccato il cielo.

Ancelotti dirà la sua

Venendo ai Mondiali di oggi, con Marocco e Norvegia che “incuriosiscono perchè possono dire la loro”, l’ex centrocampista si focalizza su Carlo Ancelotti:

Carlo non è tra i favoriti, ma tirerà qualcosa fuori come lui sa fare. Occhio a non sottovalutarlo

Il futuro di Pirlo

Pirlo si sofferma sul suo futuro:

Negli Emirati sto bene ed anche la mia famiglia. Alla Juventus avevo raggiunto gli obiettivi, ma poi sono rimasto fermo un anno non so il perchè. In Turchia ho portato la squadra al 7° posto, alla Samp ho raggiunto i play-off, con l’FC United ho raggiunto la promozione. Non ho mai sbagliato obiettivo.

L’intervista completa

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