Il nuovo Milan di Cardinale sul modello Liverpool: ecco l’organigramma integrato senza DS e DT

Rivoluzione Gerry Cardinale.
Lo statunitense ha preso in mano il destino del Milan per dare una svolta definitiva e imprimere la propria visione strategica sul club rossonero. Dopo settimane di indiscrezioni, l’assetto societario per la stagione 2026-2027 è delineato, sancendo il passaggio a un modello decisionale snello, integrato e fortemente basato sull’analisi dei dati.
La nuova struttura si ispira esplicitamente ai sistemi di gestione adottati da grandi realtà calcistiche internazionali come il Liverpool e il gruppo Red Bull, dove la centralità delle decisioni è ridotta a pochissime figure chiave e a un coordinamento diretto con la proprietà.
Rivoluzione Gerry Cardinale: addio alle figure tradizionali di Direttore Sportivo e Tecnico
Il tratto più significativo della rivoluzione voluta dal numero uno di RedBird Capital Partners riguarda la totale abolizione delle figure tradizionali del Direttore Sportivo e del Direttore Tecnico, ruoli rimasti vacanti dopo i recenti scossoni organizzativi. La scelta punta a eliminare i passaggi burocratici intermedi e a garantire una catena di comando rapida, in cui l’area tecnica e quella manageriale dialogano senza barriere per accelerare le operazioni di mercato e la gestione complessiva della squadra.
I vertici del club e il ruolo di Zlatan Ibrahimovic
Al vertice operativo della società siede Massimo Calvelli nel ruolo di amministratore delegato, che agisce come diretta emanazione di Cardinale all’interno del club. Accanto a lui, nel ruolo chiave di senior advisor strategico e costantemente vicino al proprietario rossonero, rimane confermata la figura di Zlatan Ibrahimovic. Nel Consiglio di Adminisirazione acquisisce sempre più peso David Castelblanco, uomo di fiducia di RedBird incaricato di vigilare sulla sostenibilità finanziaria e sulla coerenza dei progetti commerciali con gli obiettivi sportivi a lungo termine.
La gestione del mercato tra algoritmi e scouting internazionale
La gestione del calciomercato e delle trattative è affidata a Hendrik Almstadt, nominato Direttore del Player Trading. Manager tedesco laureato alla London School of Economics con un prestigioso master a Harvard, Almstadt vanta un passato nell’Arsenal di Arsene Wenger e come direttore sportivo dell’Aston Villa, oltre a essere una figura interna al Milan dal 2018. Sarà lui a condurre i negoziati economici e a gestire i contratti, operando sulla base delle indicazioni fornite dal nuovo Director of Football Intelligence, l’inglese Bobby Gardiner. Quest’ultimo guiderà l’area di scouting scientifico basata sui big data, lavorando a stretto contatto con il capo degli osservatori Donato Lomonte per individuare i profili internazionali più adatti alla filosofia del club.
La sinergia totale con l’allenatore Ruben Amorim
Questo team integrato si muoverà in totale sinergia con le richieste del nuovo allenatore Ruben Amorim. Il tecnico portoghese sarà attivamente coinvolto nelle dinamiche di mercato e avrà un filo diretto con Almstadt e Gardiner per delineare l’identikit dei rinforzi necessari. L’obiettivo primario di questa nuova architettura manageriale è proprio quello di mettere lo staff tecnico nelle migliori condizioni possibili per costruire una rosa altamente competitiva per i vertici della Serie A, coniugando l’efficienza economica tipica dell’approccio data-driven con le ambizioni di vittoria della piazza milanista.

