Il giorno dopo l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, scatta ufficialmente l’ora della ricostruzione per il calcio italiano.
Con il 68,58% dei voti a favore, il neo-presidente si appresta a varare una vera e propria rivoluzione culturale e tecnica per la Nazionale Italiana, mettendo da parte le vecchie logiche di palazzo e puntando su profili di immenso carisma e competenza.
I nomi in cima alla lista per rilanciare gli Azzurri sono già chiarissimi: Antonio Conte per la panchina e Paolo Maldini nel ruolo di Direttore Tecnico.
Il ritorno di Antonio Conte CT per ritrovare l’anima
La priorità assoluta dell’agenda Malagò riguarda la panchina dell’Italia.
Le dichiarazioni del neo-presidente non lasciano spazio a dubbi: “Voglio un CT che non scelga l’Italia solamente per i soldi”.
Il profilo perfetto corrisponde all’identikit di Antonio Conte, già commissario tecnico azzurro tra il 2014 e il 2016.
Conte rappresenta la cura d’urto necessaria per ridare un’identità feroce e vincente alla squadra. Le diplomazie sono già al lavoro per capire la fattibilità economica e progettuale dell’operazione, che vedrebbe l’allenatore salentino rimettersi alla guida del Paese in un momento storico cruciale per il movimento calcistico nazionale.
Paolo Maldini Direttore Tecnico: l’ex leggenda per la FIGC
Accanto al ruolo del Commissario Tecnico, la nuova governance vuole inserire una figura iconica di raccordo, dotata di una credibilità internazionale indiscutibile. Paolo Maldini è il prescelto per ricoprire il ruolo di Direttore Tecnico o Capo Delegazione con poteri allargati.
“Nella squadra voglio un ex calciatore di grandissimo spessore” – ha anticipato Malagò.
Maldini, dopo l’addio al Milan, ritroverebbe così un ruolo centrale nello sport italiano, portando con sé non solo il peso del suo palmarès, ma anche la comprovata capacità dirigenziale dimostrata negli anni in rossonero.
I pilastri della rifondazione e il piano per i giovani
Il piano strategico per rifondare la Federazione si basa su passaggi chiari e immediati, emersi fin dalle prime battute post-elezione. Il primo obiettivo riguarda proprio l’identità e il carisma, dove l’ingaggio di figure passionali come Conte e Maldini serve a rimettere la maglia azzurra al centro dei pensieri dei giocatori, rendendola una priorità assoluta e non un semplice ripiego.
Parallelamente, il nuovo corso prevede lo sviluppo di accordi programmatici molto stretti con i club di Serie A per garantire un maggiore minutaggio e spazio ai migliori talenti italiani, risolvendo uno dei problemi storici del nostro movimento. Tutto questo avverrà sotto il segno della sostenibilità e del bilancio, attraverso una profonda riorganizzazione dei costi federali per ottimizzare le risorse senza gravare sulle casse della Federazione.
Il nodo economico e le alternative
Se per Maldini la strada sembra spianata dal forte gradimento reciproco, la trattativa con Conte richiederà un bilanciamento economico importante. Malagò ha ribadito che l’aspetto monetario non deve essere la prima motivazione per chi sposa la causa azzurra.
Sullo sfondo restano vive le opzioni che portano a Roberto Mancini, ma l’asse Conte-Maldini resta la primissima scelta per accendere l’entusiasmo dei tifosi e inaugurare ufficialmente la nuova era della FIGC.
