
Le strade di Manor Solomon e della Fiorentina si separano ufficialmente, almeno per il momento. Con l’apertura imminente della sessione estiva di calciomercato, la società del presidente Rocco Commisso ha preso la sua decisione definitiva: il diritto di riscatto per l’esterno d’attacco israeliano non verrà esercitato.
Dal 1° luglio, il calciatore classe ’99 tornerà a essere a tutti gli effetti un tesserato del Tottenham. Ma dietro questa scelta strategica dei dirigenti viola non c’è una bocciatura tecnica, bensì precise valutazioni fisiche ed economiche che aprono le porte a un clamoroso ritorno a fari spenti nelle prossime settimane.
I motivi del mancato riscatto: i dubbi sulla tenuta fisica
I 10 milioni di euro previsti dall’accordo con gli Spurs per il riscatto del cartellino non rappresentavano un ostacolo proibitivo per le casse del club. Anzi, per le qualità mostrate dal ragazzo, la cifra era considerata quasi “di favore”. A frenare l’area tecnica gigliata sono state le condizioni fisiche dell’israeliano.
Solomon era arrivato a Firenze dopo una lunghissima sosta ai box a Londra dovuta a un grave infortunio al ginocchio (che gli aveva fatto saltare ben 40 partite con il club inglese). Nonostante lo staff medico e tecnico viola sia riuscito a gestirlo egregiamente, garantendogli un rendimento complessivo persino superiore alle aspettative rispetto al suo recente passato, i dubbi sulla sua tenuta strutturale sul lungo periodo hanno consigliato prudenza. La Fiorentina, al momento, preferisce concentrare l’investimento iniziale su profili che offrano maggiori garanzie di integrità fisica.
Il piano della Fiorentina: il ritorno a cifre di saldo
Il ritorno di Solomon al Tottenham potrebbe però rivelarsi soltanto un arrivederci. Il giocatore è considerato formalmente in uscita dal club londinese, che non ha intenzione di puntare su di lui per la nuova stagione.
Ed è proprio qui che si inserisce la strategia della dirigenza toscana. Lasciando scadere l’opzione dei 10 milioni, la Fiorentina si siede in una posizione di attesa: l’obiettivo è monitorare la situazione nelle settimane centrali di luglio e agosto. Se, come prevedibile, il Tottenham dovesse trovarsi con l’esigenza di sfoltire la rosa e decidesse di rivedere al ribasso le proprie pretese economiche, i viola potrebbero rifarsi sotto per acquistare Solomon a prezzo di saldo, magari impostando una nuova trattativa su basi differenti.

