Inchiesta arbitri, Rocchi parla davanti ai pm: nessuna combine per favorire l’Inter

Gianluca Rocchi risponde ai pm sull'inchiesta arbitri: escluse combine o favori all'Inter.

Il mondo del calcio italiano e dei direttori di gara affronta un passaggio cruciale sul fronte giudiziario. Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Alfredo Pedullà, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è stato ascoltato dai pubblici ministeri nell’ambito della complessa inchiesta che sta coinvolgendo l’Associazione Italiana Arbitri. Davanti ai magistrati, Rocchi ha risposto con fermezza alle domande degli inquirenti, escludendo in modo categorico l’esistenza di qualsiasi tipo di combine o di disegno orchestrato per favorire l’Inter o altre società nel corso degli ultimi campionati.

Il capo dei fischietti di Serie A e Serie B ha difeso la totale buona fede e la regolarità dell’operato della classe arbitrale italiana. Le audizioni davanti alla procura servono a fare piena luce su presunte irregolarità e tensioni interne al sistema, ma la posizione espressa dal designatore punta a smontare le ipotesi di condizionamenti esterni sui risultati sul campo.

Le spiegazioni del designatore sulla gestione delle designazioni

Durante il lungo colloquio con i pubblici ministeri, Gianluca Rocchi ha analizzato nel dettaglio i criteri utilizzati per la scelta dei direttori di gara e dei responsabili della sala VAR per i big match della stagione. Il designatore ha chiarito che ogni singola scelta risponde esclusivamente a parametri di merito, di forma fisica e di esperienza internazionale, smentendo l’ipotesi di pressioni da parte dei club o dei vertici federali per favorire determinati esiti sportivi.

Rocchi ha inoltre sottolineato la trasparenza dei processi decisionali interni e l’introduzione dello strumento dell’ascolto degli audio dei colloqui tra arbitro e sala video, una pratica che a suo avviso dimostra la volontà di fare chiarezza anche di fronte a errori di valutazione evidenti. La linea difensiva tracciata davanti alla magistratura ordinaria esclude quindi qualsiasi dinamica illecita, riconducendo le polemiche delle scorse settimane a dinamiche puramente mediatiche o a semplici, benché contestati, errori umani sul terreno di gioco.

Gli scenari futuri per il sistema calcio e la giustizia sportiva

Le dichiarazioni rilasciate da Gianluca Rocchi rappresentano un tassello fondamentale per lo sviluppo di un’indagine che continua a tenere con il fiato sospeso i tifosi e gli addetti ai lavori del massimo campionato. La Procura federale segue con estrema attenzione gli sviluppi del lavoro dei magistrati ordinari per valutare se ci siano i presupposti per procedere anche sul binario della giustizia sportiva con eventuali sanzioni disciplinari.

Mentre l’inchiesta prosegue il suo corso con l’esame di faldoni e ulteriori audizioni di tesserati, i vertici dell’AIA ribadiscono la necessità di tutelare l’autonomia della categoria. Il tentativo della governance arbitrale resta quello di isolare il focus delle indagini per permettere ai direttori di gara di scendere in campo con la massima serenità possibile in vista degli impegni ufficiali della nuova stagione calcistica.

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