Il futuro della panchina della Nazionale italiana è vicino ad una svolta totalmente inaspettata. Secondo quanto si apprende, il nuovo binomio dirigenziale della Federazione composto da Paolo Maldini e Leonardo, scelti dal presidente Giovanni Malagò per guidare il rilancio totale del movimento azzurro, ha rotto gli indugi e ha individuato in Andrea Pirlo il profilo ideale per ereditare la guida tecnica dell’Italia. La decisione definitiva è attesa entro la fine della settimana, quando i due dirigenti presenteranno la scelta formale al vertice della FIGC per le firme sui contratti.
La candidatura del tecnico quarantaduenne ha superato nelle ultime ore la concorrenza di profili pesantissimi e suggestivi.
Sebbene sullo sfondo restino vivi i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini, e la Federazione continui ad accarezzare il sogno proibito che porta a Pep Guardiola, Pirlo ha conquistato la pole position assoluta.
Agli occhi di Maldini e Leonardo, l’ex regista incarna perfettamente le qualità necessarie per guidare il nuovo ciclo azzurro con l’obiettivo di riportare stabilmente l’Italia nell’élite mondiale in vista dei Mondiali del 2030: coraggio, idee innovative, uno spirito moderno e una conoscenza profonda e viscerale del pianeta Italia.
Il legame storico con Maldini e il vecchio piano segreto per portarlo al Milan
La clamorosa accelerazione per l’assegnazione della panchina azzurra non nasce dal caso, ma poggia le proprie basi su un rapporto di straordinaria stima reciproca e su una visione calcistica totalmente condivisa tra Paolo Maldini e Andrea Pirlo. I due, dopo aver condiviso anni indimenticabili e trionfi storici sul campo da calciatori con la maglia del club rossonero e della Nazionale, hanno continuato a mantenere un filo diretto molto stretto anche nelle loro rispettive carriere successive da dirigenti e allenatori.
Proprio all’interno di questo legame si inserisce un clamoroso retroscena di mercato legato al recente passato e svelato dalla rosea. Prima della brusca e dolorosa rottura societaria che ha portato all’addio di Maldini dal Milan, l’ex direttore dell’area tecnica rossonera aveva in mente una vera e propria rivoluzione strutturale per la panchina del Diavolo.
Il piano originario del dirigente prevedeva infatti l’esonero di Stefano Pioli per affidare la guida della prima squadra del Milan proprio ad Andrea Pirlo, reduce all’epoca dall’esperienza nel campionato turco con il Karagümrük. Quella che sembrava solo una chiacchierata informale tra vecchi amici era in realtà un progetto concreto per ribaltare la conduzione tecnica del Milan, sfumato poi soltanto a causa del ribaltone societario ordito dalla proprietà.
Gli scenari tattici e la missione per il rilancio azzurro: Pirlo ct
Il corteggiamento di Maldini e Leonardo nei confronti di Pirlo viene da lontano, considerando che i due dirigenti lo avevano già valutato e cercato in passato durante le loro rispettive esperienze professionali ai vertici del Milan e del Paris Saint-Germain. Oggi, le strade si incrociano nuovamente per una sfida ancora più affascinante e complessa, ovvero quella di restituire un’identità forte e un gioco vincente a una Nazionale reduce da un periodo estremamente complicato e bisognosa di una profonda ricostruzione tecnica.
Dal punto di vista tattico, l’eventuale approdo del “Professore” sulla panchina dell’Italia promette di portare una ventata di freschezza, basata su un calcio propositivo, sul controllo del gioco e sulla valorizzazione dei tantissimi giovani talenti emergenti nel nostro campionato. Maldini e Leonardo considerano Pirlo l’uomo perfetto per avviare una transizione generazionale non più rimandabile, capace di unire l’autorevolezza internazionale del Campione del Mondo a una proposta di gioco moderna e coraggiosa. La palla passa adesso al presidente federale Giovanni Malagò, pronto a formalizzare i dettagli economici.
