Lukaku rompe il silenzio dopo l’addio al Napoli: “L’anno più duro della mia vita”
Ha scelto il giorno del debutto con il Fenerbahce per raccontare la sua verità

Romelu Lukaku, entrato nei minuti finali dell’1-1 contro il Lione nell’andata dei play-off di Champions League, è tornato sul suo ultimo, tormentato anno a Napoli.
Un anno da dimenticare
“Quello passato è stato l’anno più difficile di sempre“, ha confessato il centravanti belga. Un periodo segnato da tre fattori: la scomparsa del padre Roger, i continui guai fisici e la rottura totale con l’ambiente azzurro.
Il contrasto con la stagione precedente è netto. Nel primo anno con Antonio Conte era stato uno dei trascinatori dello Scudetto. Nella seconda stagione, invece, tutto è precipitato. L’infortunio al retto femorale rimediato in estate lo ha tenuto fuori per mesi, mentre il lutto per il padre ha reso tutto ancora più pesante. Il feeling con Conte si è incrinato fino a finire ai margini: appena 102 minuti giocati e un solo gol, quello decisivo al 96′ contro il Verona lo scorso febbraio.
Alla domanda sul perché abbia lasciato Napoli, la risposta è stata secca: “Ho sentito delle cose e sono state prese delle decisioni… Tutto qui. Se è andata così, è stato meglio cambiare strada”.
L’accusa: “Mi hanno boicottato”
Il passaggio più forte riguarda le sue condizioni atletiche. Lukaku ha smentito con forza chi lo descriveva non ancora pronto: “Dire che non sarei in forma è falso. Probabilmente lo hanno detto in Italia per boicottarmi. Io sto al 100%, sono pronto per giocare”.
Nuova vita a Istanbul
Adesso per Big Rom, 33 anni, inizia il capitolo Fenerbahce. Contratto di un anno con opzione per il secondo, con un obiettivo chiaro: tornare protagonista.
“Ho bisogno di stimoli. Questa è la soluzione migliore per me, voglio continuare ad alti livelli. Qui posso lottare per vincere titoli e magari fare strada anche in Champions. Fa bene a me e fa bene alla Nazionale“.
L’esordio contro il Lione è stato breve, poco più di dieci minuti, perché si allena con il gruppo solo da quattro giorni.
“Avrei voluto giocare di più, ma devo rispettare un percorso. Devo guadagnarmi il posto. Con l’età impari ad avere più pazienza. Ci vorrà del tempo“, ha chiuso.

