La sconfitta meritata contro l’Inter non ha fatto altro che scoperchiare il vaso di Pandora. I problemi del Parma, a ben guardare, non sono affatto una novità: se l’anno scorso una difesa di ferro e un cinismo spietato sotto porta andavano a mascherare i difetti, oggi quella corazzata sembra scricchiolare e i nodi sono venuti irrimediabilmente al pettine.
I dati non mentono e disegnano un quadro preoccupante. Con appena 4 reti nelle prime 6 giornate, il Parma si conferma proprio come un anno fa il peggior attacco della Serie A, con una produzione offensiva persino inferiore a quella di concorrenti dirette come Bologna, Genoa e Venezia.
Le enormi difficoltà nella costruzione della manovra, unite agli addii estivi di Mateo Pellegrino e Gabriel Strefezza, hanno fatto scivolare i crociati nei bassifondi delle classifiche europee per efficacia realizzativa. L’argentino della Fiorentina e l’esterno del Palermo avevano firmato insieme una dote pesantissima (11 gol e 3 assist complessivi), rivelandosi i veri protagonisti della salvezza della passata stagione: un’eredità oggi pesantissima da raccogliere.
L’esordio in panchina di mister Gilardino non è stato certamente dei più semplici, ma la squadra ha continuato a mostrare poca lucidità e un’evidente mancanza di cattiveria agonistica sotto porta.
Ora tutte le speranze sono riposte nelle giocate e nell’estro del nuovo tridente composto da David Romero, Simone Lontani ed El Bilal Touré, chiamati a caricarsi la squadra sulle spalle e a invertire una rotta che si sta facendo pericolosa.
L’occasione per il riscatto è già alle porte: lunedì 19 ottobre alle 20:45, al Tardini arriva il Torino. Un match che ha già il sapore di un test verità. Serviranno fame, gol e punti per riaccendere l’entusiasmo della piazza, allontanare i fantasmi di una crisi d’attacco non più ignorabile e scacciare le insidie della parte bassa della classifica.
