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Cardinale: "Avremo lo Scudetto, è solo questione di tempo"
Cardinale: "Avremo lo Scudetto, è solo questione di tempo"
Cardinale alla GDS: "Solleveremo lo scudetto, è solo questione di tempo. A gennaio rinforzerò la squadra"
Gerry Cardinale ha rilasciato un lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in edicola oggi dove ha parlato di presente e futuro del suo Milan: ”Se sono soddisfatto dei risultati attuali? Non sono mai pienamente soddisfatto. Per essere più chiaro: provo soddisfazione quando vinciamo una partita, ma non è un risultato sufficiente. Chiedetemi se sarò contento quando solleverò un trofeo o conquisteremo uno scudetto; allora vi dirò di essere davvero soddisfatto. Al momento abbiamo ancora molto lavoro da svolgere e, inoltre, i recenti infortuni mi hanno reso inquieto. Per questo motivo sono agitato e costantemente attento ai punti da migliorare. Ho un compito da portare a termine e non mi fermerò finché non otterremo ciò che desideriamo. Chiunque mi conosca e abbia collaborato con me sa che resto insoddisfatto finché non raggiungo l’obiettivo.”
”Intervenire sul mercato visti i tanti infortuni? Dobbiamo continuare a migliorare la rosa, poiché in estate non sono riuscito a realizzare tutto ciò che desideravo. Stiamo ricostruendo la squadra e, pur apprezzando i nuovi arrivi, i giocatori rimasti e i nomi di cui mi sono liberato, probabilmente serviranno altre due sessioni di mercato per completare il lavoro. Abbiamo percorso solo un quarto del tragitto e la priorità è formare un gruppo capace di gestire gli infortuni. Se partecipi alle coppe europee e giochi con il gioco di Amorim, ovvero un calcio ad altissimo ritmo con transizioni rapide, in cui ognuno corre tra i 9 e gli 11 chilometri a partita, devi ruotare i calciatori. Per questo a gennaio sul mercato resteremo aggressivi e opportunisti, e continuerò a rinforzare la panchina. Il mio stile prevede di agire con decisione e rapidità. Per me conta ottenere ciò che vogliamo, giocatori dal Milan. Non sprecherò denaro, ma quando decido di prendere un calciatore, faccio tutto il possibile per riuscirci.”
”Markus Krösche vicino al Milan? Non sono vicino a un annuncio e non ho fretta. La scelta del responsabile dell’area sportiva è tra le più rilevanti dopo la transizione dell’estate scorsa, quando ho licenziato tutti e assunto il controllo del club. Sto parlando con Krösche e con altre figure di rilievo nel calcio. Con una stagione che si conclude a maggio e un mercato che inizierà a giugno, non desidero affrettarmi. Al momento gestisco la società in modo diretto e mi piace, ma non posso farlo per sempre, dato che ho anche un altro impiego. Inoltre, ci sono persone molto più qualificate di me. A maggio, però, dovevo rifondare il Milan e solo qualcuno come me poteva riuscirci. Ora arriverà un responsabile dell’area sportiva, ma sarà un tassello in una struttura organizzativa più complessa. Sarà una persona che dovrà collaborare con me. Faremo tutto insieme, perché non consegnerò più le chiavi della società a un direttore sportivo o a un responsabile dell’area sportiva.”
”Se sono soddisfatto di Amorim? Sì, e ho piena fiducia in lui. Nel finale di Top Gun, il “mio” film, c’è una frase memorabile: “Non abbandono il mio gregario”, dice Tom Cruise. E io non abbandono Ruben. Non è affatto in pericolo. Resterò al suo fianco, come ha ribadito con forza. Non ripeterò gli errori degli ultimi anni. È il mio tecnico e continueremo a collaborare finché non otterremo il salto di qualità. Non si vince cambiando continuamente allenatore. Ho scelto io Amorim. Se avessi sbagliato, lo ammetterei, ma non credo di averlo fatto. Ha tratto insegnamento da quanto accaduto al Manchester United e l’ho assunto perché mi ha illustrato gli errori commessi lì. Possiede la cultura giusta: è un leader, un manager e un allenatore preparato. A Milanello si respira un’atmosfera diversa rispetto agli ultimi quattro anni. Il merito è suo. Sta imparando e la squadra deve trovare coesione, capire come ruotare i giocatori continuando a segnare e a vincere. Per me un pareggio equivale a una sconfitta. Un punto non è l’obiettivo del gioco: lo sono i tre punti. Solo con le vittorie possiamo colmare il divario con le prime.”
”Il mio primo derby da controllo totale? Come afferma Amorim, considero il derby una “semplice” partita. Non mi soffermo sul fatto che, con una vittoria, potremmo accorciare le distanze in classifica. Dobbiamo svolgere il nostro compito, giocare a calcio, segnare e migliorare in ogni aspetto.”
”Inter favorita nel derby? Rispetto Marotta e la struttura del suo club, che ha mantenuto la rotta anche dopo la partenza di Inzaghi. È un po’ come il Liverpool, capace di una stagione da record con Slot al posto di Klopp: è questo l’obiettivo che desidero per noi. L’Inter ha ogni diritto di trovarsi dove si trova; se lo è meritato e lo rispetto. Sento la competizione con loro? Certamente. Mi toglie il sonno? Senza dubbio. La rivalità è positiva e sono fiducioso che raggiungeremo quel livello. È solo questione di tempo prima di diventare migliori e sollevare quel trofeo (la coppa dello scudetto, ndr). Non sarà semplice e nulla ci verrà offerto. So bene cosa c’è in gioco domani e quanto siano forti. Non vedo l’ora che arrivi il derby: non sto più nella pelle.”
”Da quando sono al Milan ho vinto solo la Supercoppa Italiana? Sono inquieto per i quattro anni che ho perso. Vorrei costruire un’organizzazione calcistica di livello mondiale con le persone adatte. Ho l’impressione che il Milan non stia ancora operando al massimo delle sue potenzialità. Il mio obiettivo è un cambiamento rapido, ma riconosco che non si concilia con il calcio. “Dovrai essere paziente”, mi dicono. Io pero’ non lo sono. Così, la scorsa estate, ho scelto Moreira, dopo Ramos e Gila. Sono operazioni che ho condotto con gli altri proprietari e le difendo. “
”Se mi piace il nuovo stadio? È un progetto su cui lavoriamo da quattro anni, una priorità. Il nuovo San Siro rappresenta un passo essenziale per l’Italia, un Paese in cui sembrava impossibile costruire nuove strutture. Dobbiamo trovare il modo di riportare la Serie A al livello che le spetta, perché una Serie A più forte implica anche un Milan più forte. L’unico modo per competere con la Premier League è iniziare a cambiare il profilo economico. Credo che un club come il Milan e i suoi tifosi meritino un’infrastruttura di tale qualità. Questo stadio è una dichiarazione forte da parte mia e di RedBird su quanto tutto ciò sia importante per noi. Stiamo facendo tutto il possibile per tornare ai vertici. La tappa dello stadio è significativa, ma per me non esiste stadio al mondo che valga quanto una vittoria nel derby contro l’Inter.”