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Aquilani: progetto al capolinea? Sassuolo davanti ad una scelta
Aquilani: progetto al capolinea? Sassuolo davanti ad una scelta
Cinque sconfitte consecutive, una difesa allo sbando e un'identità smarrita: il futuro di Aquilani è appeso a un filo, mentre il Sassuolo riflette su un cambio di rotta.
La sconfitta dell'Olimpico potrebbe essere stata l'ultima partita di Alberto Aquilani sulla panchina del Sassuolo. Il 3-0 incassato contro la Roma di Gasperini non rappresenta soltanto la quinta sconfitta consecutiva, ma certifica una crisi tecnica e di risultati che ha progressivamente svuotato di certezze il progetto neroverde.
La società sembra ormai orientata all'esonero, anche se manca ancora una comunicazione ufficiale. Secondo le indiscrezioni dell'8 novembre, la dirigenza avrebbe maturato la volontà di cambiare guida tecnica durante la sosta per le Nazionali.
I numeri di una crisi profonda
Due vittorie, due pareggi e sette sconfitte. Il Sassuolo occupa il diciassettesimo posto e non vince dal 13 settembre, quando superò la Juventus per 3-2. Ma a preoccupare maggiormente è il dato difensivo: 29 reti incassate in appena undici partite, una media superiore a 2,6 gol subiti a incontro.
Dove si è inceppato il Sassuolo?
Il problema non è più soltanto tattico. Aquilani aveva provato a costruire una squadra propositiva, capace di sviluppare gioco e imporre la propria identità. Con il passare delle giornate, però, il Sassuolo ha perso equilibrio, sicurezza e soprattutto capacità di reagire alle difficoltà.
Contro la Roma è arrivato anche il tentativo di cambiare sistema, passando alla difesa a tre. Una scelta che non ha prodotto i risultati sperati: 28 conclusioni concesse agli avversari contro appena sei tentativi neroverdi.
È un segnale importante. Quando cambiano gli uomini e il modulo, ma non cambia la prestazione, la crisi coinvolge l'intera organizzazione della squadra.
Aquilani stesso, dopo il match, ha ammesso: «Credo che si sia spenta la luce». Parole accompagnate dall'assunzione di responsabilità e dalla consapevolezza che il lavoro svolto finora non sta producendo i risultati necessari.
D'Aversa o Montella: chi può raccogliere l'eredità?
Vincenzo Montella
È il profilo più suggestivo e, secondo Repubblica, la prima scelta della società. Porterebbe esperienza internazionale e una filosofia di gioco offensiva, ma dovrebbe trovare rapidamente un equilibrio difensivo che oggi manca.
Roberto D'Aversa
La soluzione più pragmatica. La sua esperienza nella gestione di squadre impegnate nella lotta per la salvezza potrebbe aiutare il Sassuolo a ritrovare compattezza e concretezza. Secondo le indiscrezioni, avrebbe già manifestato disponibilità.
Entrambi erano presenti all'Olimpico durante Roma-Sassuolo. Un dettaglio significativo, che non dimostra però l'esistenza di un accordo già raggiunto.
Aquilani ha fallito o è stato tradito dal progetto?
Il passaggio dalla Serie B alla Serie A richiede più di una buona idea di calcio. Richiede capacità di adattamento, lettura dei momenti e disponibilità a sacrificare parte della propria identità quando le circostanze lo impongono.
Aquilani aveva conquistato credibilità con il lavoro svolto a Catanzaro, arrivando fino alla finale playoff. Al Sassuolo, però, quella proposta non è riuscita a trasformarsi in un sistema competitivo e sostenibile.
Le responsabilità del tecnico sono evidenti, ma sarebbe riduttivo attribuirgli ogni colpa. Una squadra che incassa 29 reti in undici giornate pone inevitabilmente interrogativi anche sulla costruzione della rosa, sulla qualità degli interpreti e sulle aspettative iniziali della società.
C'è poi un aspetto ancora più delicato: l'identità. Il Sassuolo non sembra soltanto una squadra fragile, ma una formazione che ha progressivamente smarrito la fiducia nei propri mezzi.
Il vero fallimento non è aver perso cinque partite consecutive. È non aver trovato, nel corso di quelle cinque partite, una risposta credibile alla crisi.
Per questo l'esonero appare oggi una scelta comprensibile. Non necessariamente perché Aquilani sia un allenatore inadeguato alla Serie A, ma perché il suo percorso neroverde sembra essere arrivato a un punto nel quale la continuità non offre più sufficienti garanzie.
La sosta consegna alla dirigenza l'occasione per intervenire. Ma attenzione: cambiare allenatore può essere una scossa, non una soluzione automatica.
Il Sassuolo deve ritrovare una squadra prima ancora di trovare un nuovo allenatore.
E per Aquilani, qualora arrivasse l'addio, sarebbe una battuta d'arresto importante, non necessariamente una bocciatura definitiva della sua carriera.