
Lazio-Juventus: tutto pronto per il big match in programma domani sera alle 21. Analisi, precedenti e dichiarazioni dell’allenatore dei bianconeri in vista della gara.
Come ci arrivano le due squadre
La Lazio, al 12esimo posto in classifica con 8 punti in 7 partite, non viene da un periodo facile soprattutto dal punto di vista fisico.
Ad aumentare le già evidenti difficoltà avvertite a causa del blocco del mercato, sono i continui infortuni degli uomini chiave: Sarri dovrà infatti fare a meno di Cancellieri, Rovella, Castellanos e Tavares.
Dopo una prova convincente a Bergamo, per lo più in fase difensiva, l’allenatore toscano dovrà correre ai ripari ridisegnando una formazione già alle prese con delle modifiche, soprattutto nella zona centrale del campo.
Per quanto riguarda la Juventus, la squadra di Igor Tudor arriva all’Olimpico carica emotivamente dopo la buonissima prova offerta in Champions League in casa del Real Madrid.
Sebbene sia arrivata una sconfitta, i bianconeri hanno mostrato carattere e perlomeno una voglia di vincere che nelle ultime partite sembrava totalmente scomparsa.
La Juventus dovrà però cercare di sfatare il tabù “trasferte”, poiché ha trovato la vittoria solo in 1 delle ultime 5 giocate in stagione.
I precedenti tra le due compagini
La Lazio è rimasta imbattuta in 5 delle ultime 6 gare casalinghe contro la Juventus, dopo aver perso 9 delle 10 precedenti sempre all’Olimpico.
La Juventus è la squadra che ha battuto più volte la Lazio in Serie A: 87 successi bianconeri, con 36 vittorie biancocelesti e 39 pareggi in totale.
C’è un dato interessante: il punteggio più frequente tra Lazio e Juventus in Serie A è l’1-1, finale di 19 incontri sui 162 totali in Serie A. Proprio l’ultima sfida, giocatasi all’Olimpico il 10 Maggio 2025, è terminata con questo risultato.
Le domande per Tudor. Come sta la squadra?
“La squadra sta bene ed è motivata, soprattutto dopo la prestazione convincente di Madrid. Vogliamo fare una grande partita, pur conoscendo il momento e le qualità dell’avversaria.”
Come si integrano i nuovi acquisti?
“Si integrano senza problemi: ognuno ha le proprie qualità e l’allenatore sceglie normalmente chi schierare di partita in partita. È ovvio che venendo spesso da campionati diversi ci sia bisogno di un periodo di adattamento, ma io vedo impegno da parte di tutti.”
Yildiz come Del Piero?
“I paragoni sono sempre forzati, viste anche le differenze tra calcio e squadre di allora e di oggi. Alex ha fatto la storia, Kenan è praticamente al primo anno da protagonista vero. Sicuramente è un grande giocatore, il più importante della rosa e gioca sempre dall’inizio tutte le partite. Questo implica un cambio di personalità e di aspettative, perché gli avversari imparano a conoscerlo; inoltre, quando va in nazionale gioca sempre 90 minuti. Sono tutti aspetti da considerare.”
C’è fiducia verso il futuro?
“Per me sì: la sensazione dopo Madrid è positiva anche se abbiamo perso. La squadra mi segue e ha voglia di fare. Vogliamo vincere da squadra e contro la Lazio sarà un bel banco di prova.”
Quanti campioni servirebbero a questa squadra?
“Questa domanda non ha alcuna importanza, le analisi sulla rosa si fanno all’inizio e alla fine, in mezzo si pensa solo a lavorare.”
Ha paura di essere esonerato?
“Questi pensieri non mi riguardano. Io mi sto godendo il periodo qui e anche nelle difficoltà provo sempre a migliorarmi. Il mio futuro è la prossima partita e per questo cerco sempre di mettermi in discussione cercando soluzioni nuove che migliorino la squadra.”
Gli attaccanti hanno bisogno di continuità?
“Nel calcio ci sono spesso tante soluzioni, come quella di abituare la squadra ad essere più offensiva o più difensiva. Ogni rivoluzione nel modulo può andare a discapito di altri fattori. Certo, i giocatori hanno bisogno di giocare sempre, e noi quest’anno lo facciamo con Yildiz e Conceicao in supporto all’attaccante. È tutta una questione di equilibrio, che va trovato col tempo.”
Perché si ha difficoltà nell’avere dei leader in squadra?
“È sicuramente anche una questione generazionale. In passato i giocatori avevano un’innata personalità, mentre oggi magari va cercata e tirata fuori dai buoni calciatori che si hanno. Io ci lavoro a ogni allenamento: oggi, ad esempio, ci siamo preparati molto sui calci piazzati difensivi. Leader tecnici? Abbiamo Locatelli, Perin e Thuram, con quest’ultimo che ci arriverà grazie al suo modo di essere e al suo atteggiamento. Anche David e Vlahovic hanno personalità, per questo bisogna tirarla fuori sempre cercando di non pensare a sé stessi.”
Differenze tra la sua Juve e il suo Marsiglia?
“Ogni tecnico si deve adattare alla squadra che ha. Ogni rosa è costruita in maniera diversa.”
Come sta Zhegrova? Quando potrà giocare?
“Arriva da un lungo stop e non ha praticamente mai giocato. A volte è subentrato in partita ma ha preso delle ricadute dopo allenamenti più pesanti. La pubalgia è una problematica che ha e che salta fuori quando spinge un po’ di più. Dobbiamo essere cauti con lui e cercare di sfruttarlo nei momenti giusti, magari anche solo negli ultimi 20-30 minuti. Quando giocherà un’intera partita? Non lo so, al momento è impossibile.”
Kelly e Kalulu sono insostituibili?
“A renderli insostituibili sono le prestazioni. Se uno fa sempre bene, gioca sempre.”