SERIE BSpezia

Serie B - A tu per tu con Napoletano (Spezia)

Abbiamo intervistato il giornalista Armando Napoletano. Si è parlato di Spezia e non solo

Una delle partite più interessanti è indubbiamente dell’11° giornata di Serie B è Monza-Spezia. Proprio per questo abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Armando Napoletano, giornalista per il Secolo XIX e per Tuttosport dello Spezia dal 1986.

Inoltre, il collega, è anche scrittore di diversi testi e, a Novembre, è in uscita il nuovo:” Come Picasso e Van Gogh, la storia di John Super Tramp Robertson”

L’intervista a Napoletano

Con che aggettivo descriveresti l’inizio di stagione dello Spezia?

Deludente. E’ vero che il 1 Giugno ha perso la finale con la Cremonese al Picco, ma si pensava che, tenendo quasi tutta la squadra, si potesse costruire qualcosa. Invece, sembra che lo Spezia e Mister D’Angelo siano rimasti a quella maledetta sera in cui sono andati a un passo dalla promozione in Serie A e dove erano possibili due risultati utili su tre. Bisogna riconoscere però che la squadra di Stroppa è arrivata meglio fisicamente e mentalmente alla sfida decisiva.

Come giustifichi questo andamento? La sconfitta in finale fa ancora male, si è cambiato troppo quest’estate o quale altra spiegazione dai?

La squadra non è cambiata così tanto. Forse avrebbe gli stessi problemi anche se davanti ci fosse Pio Esposito. Il DNA è tornato quello dell’anno prima, cioè quando c’era stato l’avvicendamento tra Alvini e D’Angelo. Nella realtà dei fatti era una squadra che viveva ancora le scorie della retrocessione, ma che si era imballata immediatamente. Alvini veniva sopportato, non supportato. E, furono fatte delle scelte abbastanza discutibili. Poi, arrivò D’Angelo, che sistemò le cose da Novembre in avanti. Dopo aver ribaltato la partita casalinga con il Venezia, lo Spezia ha assunto un’atteggiamento veramente di slancio, che l’ha portato a giocare un secondo grande campionato. Sono convinto che mancano certi giocatori, come Bertola, Elia ed Esposito. Ad Avellino però erano in campo quasi gli stessi giocatori dell’anno prima. E’ proprio una questione di mentalità. Si è accusato un brutto colpo.

Il Picco è passato da fortino inespugnabile a perdere 5 partite da Giugno ad oggi, che è una cosa che non si vedeva da 40/50 anni. Il problema di D’Angelo parte da quest’estate, dalle titubanze dopo la sconfitta con la Cremonese. Il tecnico e lo Spezia sono legati da un contratto lungo e oneroso, che impegnano, e anche tanto, le parti. A Giugno il tecnico aveva intuito che qualcosa non andasse e ha anche pensato di valutare le offerte ricevute, ma ha cambiato idea. Oggi D’Angelo subisce il momento. Qualche giorno fa ho intervistato Federico Buffa. Mi ha detto “sono un suo estimatore, ma è uno dei più sfortunati. Ci sono tecnici molto meno bravi, ma molto più fortunati sulle panchine di Serie A e B.”. Credo che sia un quadro perfetto per definirlo. Ha perso, incredibilmente, due finali contro lo stesso allenatore in modo abbastanza sfortunato. L’anno scorso hai fatto un campionato importante, ma hai trovato davanti Pisa e Sassuolo che corrono come lepri.

Mister D’Angelo sembrava a un passo dall’esonero dopo la sconfitta con il Cesena. Cosa è successo in quelle ore?

E’ stata molto complicata. Prima si è parlato di Longo. E, qualcosa effettivamente c’era. Poi, si è parlato in maniera molto più dettagliata di Pagliuca. Da quanto sappiamo, aveva forse accettato di allenare lo Spezia per poi tirarsi indietro. Ad Avellino si è seduto sulla panchina un allenatore del tutto delegittimato. Speriamo che sia una situazione che non si venga a verificare nuovamente. Queste due partite temo che mettano ancora una volta in ballo la panchina e, in caso di esito negativo, vadano verso una soluzione che parrebbe scontata ai più.

Dopo la conferma del tecnico, si sono viste due buone prestazioni, e si sono raccolti 4 punti. Ci sono però alcune aspetti su cui lavorare.  Su cosa si deve migliorare?

Ha alcuni evidenti problemi, che non aveva negli scorsi anni. Il primo, ad esempio, è che ha incassato 9 gol su palle inattive tra disattenzioni ed errori dei singoli. Ha perso la carica, insomma la garra dell’ultimo campionato, e subisce molto psicologicamente. Lo si può vedere perchè, quando va in svantaggio, non riesce più a ribaltare la gara. Subisce anche i fattori esterni, come gli errori dei singoli. I punti che ha in classifica sono quelli che questa squadra merita. E’ un penultimo posto chiaro e tondo. Credo sia importante sottolineare la splendida forma di Gianluca Lapadula, giocatore che potrebbe essere di grande aiuto sia in campo che fuori. Lo dimostra anche la convocazione con la nazionale peruviana, arrivata proprio in queste ultime ore.

La prossima sfida è con il Monza. Che sfida ti aspetti?

A oggi è un gatto al topo. Quattro vittorie consecutive per il Monza contro un periodo estremamente negativo per lo Spezia. I liguri sono riusciti a mettere insieme due risultati utili consecutivi, ma che non vince in casa da Maggio. In trasferta si vede però una squadra diversa, che fa quasi sempre la prestazione e che spesso si affida alle praterie che lasciano gli avversari per buttarci dentro uno come Di Serio, che è un giocatore ideale per la partita in questione. E’ sicuramente una gara durissima. Lo Spezia non può fare il ragionamento che queste sono partite in cui si può anche non raccogliere punti perchè la classifica parla chiaro.

Ultima domanda. Che Serie B sarà? Dove vedi lo Spezia?

Ho sempre detto che ci sarebbero dovuti essere tre raggruppamenti. Nel primo vedo Palermo e Monza. Non mi lascio incantare da questo avvio non del tutto positivo dei rosanero, mentre ero sicuro che i brianzoli sarebbero partiti bene. Bianco è un’ottimo allenatore. Poi, c’è un gruppo di squadre che gioca per mantenere la categoria, per non retrocedere. Avrei scommesso sul buon Cesena e Frosinone. Stimo molto Alvini. E’ un allenatore che sa fare calcio. Nel terzo, invece, metterei solo lo Spezia. Fin da Giugno rappresentava un’incognita. Un po’ per la situazione di D’Angelo, un po’ per la partenza di Pio Esposito, un po’ per la ricostruzione faticosa e qualche scelta, anche tecnicamente, tutta da verificare come gli arrivi Candela e Beruatto. Mi imponeva qualche dubbio. E, questo si sta concretizzando.