SERIE A

Bologna-Juventus, la conferenza di Spalletti alla vigilia della gara

Bologna-Juventus, le parole di Spalletti alla vigilia del match: dal comunicato di Exor a Bremer, passando per le parole d’oro su Vincenzo Italiano.

Pareri sul comunicato di Exor

“Sono arrivato da poco ma sono e siamo tutti contenti di sentire la forza e la passione di Elkann e della famiglia per questo club. Sta a noi dare sostanza a questa passione, cercando di costruire un futuro simile o migliore di quello a cui siamo abituati”.

Arriverà il cambio modulo?

“Rugani può essere utilizzato, mentre Bremer ha bisogno di ancora un po’ di tempo perché l’infortunio è delicato. Mi stupisco quando sento parlare di schemi e caselle, nel calcio attuale non vinci occupando posizioni ma degli spazi: si va verso l’uomo contro uomo a tutto campo, per cui nonostante io abbia idea di mettere una difesa a 4 è importante adattarsi in base alla partita e ai cambi di modulo nei diversi momenti della gara”.

Conceicao può diventare più decisivo?

“Sì, deve cercare di rendere il più possibile anche in termini di gol, ma soprattutto nei ripiegamenti e negli assist: lui è un ragazzo molto disponibile, per cui non ci saranno problemi”.

Cosa va evitato contro il Bologna?

“Il Bologna sta facendo vedere grandi cose e vanno fatti i complimenti a chi l’ha costruita e all’allenatore. Vuole comandare la partita e ti spinge a duelli a tutto campo, perciò bisogna abbattere i recinti nei quali loro ti mettono ed evitare le condizioni che ti impongono”.

Problema big match per la Juve: questione mentale o fisica?

“La responsabilità e la personalità sono elementi fondamentali nel calcio, soprattutto quando si giocano queste partite a tutto campo per indirizzare la gara verso dove si vuole. Bisogna avere continuità nella partita stessa per essere definiti campioni: non basta più una singola giocata, ma un rendimento costante per tutti e i 90 minuti”.

Quali tasti sta toccando per rialzare la squadra?

“Bisogna curare sia il comportamento di squadra che individuale, perché spesso la tattica non conta. C’è un limite da non oltrepassare, si va a fare quello per cui si lavora e per cui siamo qui”.

Rivede in Italiano qualcosa di lei?

“Sicuramente da lui si possono imparare delle cose, è uno degli allenatori più forti che abbiamo: ho consigliato a tutti di prendere Italiano come allenatore”.

È complicato a prendere una squadra in corso?

“Nessuno mi potrà convincere a farmi pensare che non supereremo questi limiti: ho accettato di venire credendo nel progetto e nel mio lavoro. Un allenatore dev’essere ossessionato dal poter migliorare la propria squadra e io lo sto facendo con un gruppo sano e disponibile”.

Quando la Juventus tornerà vincente?

“Sento spesso Elkann e parliamo degli obiettivi: col messaggio di oggi lui ci vuole mettere davanti un futuro stabile e spingerci a fare qualcosa di più. Quando fai parte di un club così devi lottare per tutto fin quando la matematica non ti condanna. Ritiro? Per me è una questione mentale, noi non lo faremo. Se abbiamo un’ottima condizione psicologica non ha senso il ritiro e chi veste la maglia della Juventus dev’essere sempre in “ritiro”. Siamo privilegiati e dobbiamo rispettare questa condizione“.