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Boicottare il Mondiale di calcio USA 2026: si allarga il fronte di chi vuole disertare l’evento sportivo

Alcuni Paesi europei stanno maturando la decisione a causa dei rapporti con gli USA

Il Mondiale di calcio USA 2026 è diventato un caso politico. Alcuni Paesi europei stanno infatti pensando di boicottare la manifestazione sportiva che si svolgerà nei prossimi mesi in America, a causa dei recenti sviluppi della politica internazionale.

La protesta è partita dalla Danimarca. Di recente Donald Trump, con le sue rivendicazioni sulla Groenlandia (territorio che di fatto appartiene alla Danimarca), si inimicato l’opinione pubblica danese, che-secondo alcuni sondaggi- sarebbe intenzionata a boicottare il Mondiale di Calcio in programma in USA.

I consumatori della vicina Svezia, in risposta alle manovre di politica internazionale che il Presidente americano sta effettuando, soprattutto circa i dazi, si stanno astenendo dal comprare merci provenienti dall’America.

Ma a quanto pare anche in Germania ci sono dei focolai che mirano a boicottare il Mondiale di calcio USA 2026. Il vicepresidente della Federcalcio Oke Gottlich, presidente del St. Pauli, club del quartiere operaio di Amburgo, in un suo intervento ha dichiarato apertamente che è arrivato il momento di pensare ad un’azione forte. Di recente gli stessi tifosi del St. Pauli hanno chiesto alla Fifa il riconoscimento della federazione calcistica della Groenlandia. Ovviamente si tratta di una richiesta simbolica, ma l’iniziativa-pur appoggiata da alcuni gruppi politici- si è fermata davanti al presidente federale Bernd Neuendorf.

Ci sono altri nodi da sciogliere circa l’accesso negli USA e il problema della sicurezza. Non è ancora chiaro in che modo il governo americano intende gestire il flusso dei tifosi che arriverà per assistere alle partite del Mondiale. Negli ultimi mesi sono stati sospesi i visti turistici a cittadini appartenenti a diversi paesi qualificati al Mondiale, tra cui l’Iran.

Non è neppure chiaro se e come sarà utilizzato il “Fifa Pass”, lo strumento proposto da Infantino per agevolare l’ingresso dei tifosi muniti di qualsiasi passaporto e di biglietto per entrare negli stadi.

Una cosa è certa: il clima internazionale è abbastanza teso ed incerto, e se continua così potrebbe inficiare anche lo svolgimento del pur attesissimo Mondiale di Calcio USA 2026.