Mattia De Sciglio rivela: “Non ho alcuna intenzione di smettere di giocare”

Tra passato e presente, Mattia De Sciglio in una recente intervista riporta alcuni episodi della sua carriera, mettendo però subito in chiaro che a 33 anni sta bene fisicamente e non pensa all’eventualità di lasciare il calcio.
“Mi sto allenando ogni giorno per farmi trovare pronto. Non vedo l’ora di tornare in campo”, rivela il difensore ai giornalisti del “Corriere della Sera”.
Compiendo un excursus del suo percorso calcistico, Mattia De Sciglio accenna prima di tutto all’esperienza nel Milan. “Stavo vivendo un sogno: ero un tifoso milanista che indossava la maglia rossonera e Maldini era il mio idolo”.
“L’inter mi aveva chiamato per un provino, ma ero stato scartato perché piccolo fisicamente. Poco dopo è arrivato il Milan, meglio così”. Con il club rossonero ha esordito in Champions all’età di 18 anni.
Ma il calcio ha delle regole tutte, e riesce a portare i giocatori dalle stelle alle stalle da un momento all’altro. Accade proprio questo a Mattia De Sciglio, che passa dall’essere una promessa del calcio italiano ai fischi dei tifosi al San Siro.
Tra un periodo personale poco felice ed un infortunio le prestazioni in campo di Mattia De Sciglio diventano discontinue e poco incisive.
“Non sono mai riuscito a spiegarmi il motivo di tanta rabbia nei miei confronti. Una parte della tifoseria e della stampa erano sempre in attesa del minimo errore per criticarmi, venivo insultato sui social. Eppure, mi ero sempre comportato bene”, si sfoga il difensore.
L’ultima stagione con il Milan si rivela quella più dura, anche a causa delle voci di un presunto accordo con la Juventus. “In realtà non avevo ancora parlato con nessuno”, riferisce De Sciglio.
Il sogno di bambino di giocare con la maglia della squadra del cuore nella realtà diventa un incubo. De Sciglio è un capro espiatorio: per fortuna tra i tifosi c’è chi lo comprende e decide di sostenerlo.
La partita di rottura con il Milan di Montella
C’è un episodio stampato a fuoco nei ricordi del difensore. Il 23 Aprile 2017 si svolse la partita Milan-Empoli. “Eravamo sotto di due gol-racconta- al 70’ Montella decise di togliermi, ero arrabbiato, non ho mai capito il perché di quel cambio. Mi è sembrato che volesse usare me e quello che stavo passando per distogliere l’attenzione dalle difficoltà dell’intera squadra. Mentre uscivo, sono stato travolto dai fischi dei tifosi. Quel giorno ho capito che la mia storia a Milano era finita”.
De Sciglio accusa il colpo. Essendo giovane, la situazione gli pesa ancora di più perché mina la sua autostima. “Non sorridevo più, mi ero chiuso in casa. Anche solo l’idea di uscire a cena mi faceva sentire sbagliato. Forse definirla depressione è troppo, ma ho provato uno stato di malessere”.
Con la Juventus di Allegri e Giuntoli
Per la Juventus De Sciglio rifiuta la proposta del Liverpool. In panchina con Massimiliano Allegri la squadra bianconera è davvero forte. Il difensore si ritrova con tanti campioni. “E’ stata una bella rivincita dopo il difficile periodo che avevo vissuto”, rivela.
De Sciglio stabilisce subito un bel rapporto con l’allenatore. Viene infatti definito il “figlioccio” di Allegri. L’epiteto non piace al giocatore, che ci tiene a precisare: “Tutto quello che ho fatto, me lo sono conquistato. Non ci sono mai stati favoritismi”.
Nell’ultima stagione con la Juventus De Sciglio trova Cristiano Giuntoli. L’addio alla Juventus da parte del difensore arriva in maniera inaspettata. “Venivo da un anno fuori per il crociato. In panchina era arrivato Thiago Motta, avevo grandi aspettative. Ma mi hanno fatto fuori, dicendomi che ero fuori dal progetto, senza altre spiegazioni”, ricorda il giocatore con un pizzico di amarezza.