
Con il Sassuolo sempre più stabilmente nella parte alta della Serie A, Giovanni Carnevali si conferma uno dei protagonisti silenziosi di questo successo, che va oltre i risultati sportivi. Parlando con orgoglio del club emiliano, in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, l’ad neroverde non nasconde che la filosofia che guida il Sassuolo ha una visione ben precisa “L’uomo viene sempre prima dell’atleta” . Un concetto che, in un mondo calcistico sempre più orientato al business e ai numeri, assume un valore tutt’altro che scontato. Un principio che permea ogni aspetto della vita societaria, dalla gestione quotidiana dei dipendenti alla cura dei giocatori, che vengono seguiti non solo come calciatori, ma come uomini.
Un Sassuolo sempre più internazionale
Ponendo il focus sull’attuale stagione, con la salvezza che sembra già in tasca, l’ad si dice soddisfatto ma anche consapevole che il futuro del Sassuolo non è solo legato ai risultati sul campo. “L’obiettivo a medio termine è continuare a crescere” dichiara. “Vogliamo mantenere la Serie A, sviluppare i nostri giovani, venderli quando è il momento giusto e rispettare sempre la sostenibilità economica”.
E se fino a qualche anno fa i giocatori italiani erano la spina dorsale della squadra, ora i titolari sono per lo più stranieri. Una trasformazione naturale, spiega Carnevali, causata anche dalla concorrenza delle seconde squadre e dalle cifre esorbitanti richieste per i giovani italiani promettenti. Tuttavia, il Sassuolo non ha mai perso il suo fiuto per i talenti, come dimostra l’investimento su Bakola, classe 2007. “Lo crediamo davvero forte. È un prospetto con una discreta esperienza già alle spalle e il nostro obiettivo è che cresca nei prossimi mesi per essere pronto dalla prossima stagione”, spiega.
Lavoro di squadra e scouting: la ricetta per scoprire i talenti
Già, ma come si scoprono i giovani talenti? Uno degli aspetti che distingue il Sassuolo è il lavoro di squadra che si svolge dietro le quinte. Carnevali, il direttore sportivo Francesco Palmieri e il responsabile scouting Davide Cangini formano una triade di esperti che riesce a monitorare costantemente i talenti in circolazione. “Ci arriviamo tramite il lavoro di osservazione, analisi video e presenza sul campo”, racconta l’ad, che svela anche un aspetto fondamentale del processo: “Valutiamo la persona, non solo il calciatore”. Un approccio che non solo fa la differenza sul campo, ma anche nello spogliatoio.
Il futuro di Pedro Felipe e Koné: la sfida della crescita
Nel futuro prossimo, il Sassuolo dovrà affrontare la sfida di trattenere alcuni dei suoi gioielli, tra cui Pedro Felipe e Koné. “Spero che restino, ma sarà difficile”, ammette Carnevali, che sottolinea come già a gennaio siano state respinte alcune offerte per i due. Nonostante le offerte tentatrici, il club ha scelto di non cedere a metà stagione, preferendo mantenere la rosa compatta per puntare a nuovi traguardi. E se qualcuno dovesse partire in estate? Carnevali è chiaro: “Dovrà essere una scelta che avviene per il bene del giocatore e per quello del Sassuolo”.
La top 11 di Carnevali: tra presente e passato
L’intervista a La Gazzetta dello Sport non poteva terminare senza stilare la top 11 di sempre del Sassuolo. Carnevali non si tira indietro e tra una modifica e una correzione stila una formazione che ripercorre i momenti migliori della storia recente del club. In porta, un intoccabile Consigli; in difesa, Vrsaljko, Demiral, Acerbi e Rogerio; a centrocampo, Locatelli, Frattesi e Pellegrini; e in attacco, il trio che ha segnato la storia recente: Berardi, Scamacca e Raspadori. Non solo giocatori, però: Carnevali menziona anche i tre allenatori che più hanno inciso sulla crescita del club ovvero Di Francesco, De Zerbi e Grosso, con una particolare menzione per Magnanelli, che, chissà, potrebbe un giorno sedere sulla panchina del Sassuolo.

