Inchiesta arbitri, le tre considerazioni di Zazzaroni

Inchiesta arbitri, le tre considerazioni di Zazzaroni

Il noto giornalista Zazzaroni, sentito anche dal pm sul caso arbitri, ha rilasciato tre considerazioni sull’argomento.

1) Tutto parte dall’“errore del Var” percepito come illecito da un tifoso che, assistendo a Inter-Verona, ha ritenuto che il mancato intervento di Lissone fosse doloso. Una lettura pericolosissima che, se diffusa, ci avvicinerebbe alla fine del calcio: se non si comprende che anche il Var può sbagliare (e sbaglia troppo) è meglio mollare tutto e darsi all’ippica dove c’è il fotofinish, lo zio della goal-line technology

2) L’inchiesta è caratterizzata principalmente da lotte arbitrali incommentabili. Chi viene dismesso pensa di potersi vendicare ricorrendo al giudice penale che diventa così lo sfogatoio delle battaglie di settore. Un settore che andrebbe ripulito

3) Nel tentare di approfondire tali condotte si è innestata una conoscenza approssimativa delle normative e delle “prassi” arbitrali, ovvero i criteri utilizzati dal designatore, organo monocratico, ad ogni livello per individuare l’arbitro da destinare alla gara.

Non posso sapere come finirà: non ho tifato per nessuno, tantomeno per Marotta col quale per anni non mi sono sentito: ho portato le mie conoscenze dirette, cercando di salvaguardare l’immagine di Gianluca Rocchi che ha detto addio al mondo arbitrale. A conferma del magnifico rapporto che ho avuto con l’Inter, visto che mi hanno dato del servo di Marotta, pubblico lo striscione (30 metri) che la Nord mi dedicò nel 2022 quando attaccavo la gestione cinese. Io tifo per ciò che so e penso, per il mio giornale e il mio lavoro, oltre che per il Bologna (da sempre) e il Napoli (da Maradona in avanti)”

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