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Abatantuono a La Repubblica: “Milan come film dell’orrore. Servirebbe uno come Marotta”

Abatantuono a La Repubblica: “Milan come film dell’orrore. Servirebbe uno come Marotta”

Abatantuono: “Con il Milan ho visto un film dell’orrore. Mi dimetto da tifoso”

(Fonte: Silvia Scotti per la Repubblica)

Diego Abatantuono, come sta oggi un tifoso del Milan?

«Pensava fossi arrabbiato? In realtà ora mi dispiace per i miei figli. E ho capito quanto hanno sofferto gli interisti in passato».

E lei?

«Io non vado più allo stadio».

I figli cosa dicono?

«Sono arrabbiati. Infuriati. Io sapevo che sarebbe finita così, si capiva da tempo. Mi sono illuso di non restare deluso. Ma era impossibile».

Perché?

«Bastava guardare le partite. Il Milan non divertiva ma vinceva, portava a casa punti, ma non aveva giocatori all’altezza. Le vittorie sembravano sempre un caso. Non c’è una società dietro, la squadra era stata lasciata sola. È stato un film con il colpo di scena. Ma se già hai capito che stai vedendo un horror, il finale ti spaventa meno».

Perché non ha funzionato nulla?

«Perché non si organizzano le società così. Ma si ricorda quando c’erano i Berlusconi, i Moratti, i Viola? Quando non esistevano i duplete, i triplete. C’erano presidenti appassionati, legati a quei colori, presenti. Che sceglievano persone competenti, si fidavano di loro e davano loro la possibilità di gestire. Quando si sente profumo di soldi, di business, arrivano persone che rovinano tutto: guardi il signor Viperetta, Massimo Ferrero, che conosco per il cinema, cosa ha fatto con la Sampdoria. Oggi ci sono i fondi, le multinazionali, non ci sono le persone. Chi guarda i conti non guarda il calcio. A rappresentare il Milan c’è Gerry. Calà? Scotti? Ah no, si chiama Cardinale. Che non sa nulla di calcio. E si tiene uno che non sa fare quel lavoro».

Parla di Ibrahimovic?

«Grandissimo giocatore. Ma se lo metti a fare il giornalista o l’idraulico non lo sa fare».

Intende dire che non è adatto?

«Era nella scuderia di Raiola, forse poteva diventare un bravo procuratore. Ma è un altro mestiere. Ci vogliono i contatti, le capacità, io non ho ancora capito che ruolo abbia, che lavoro sta facendo».

Cosa servirebbe al Milan?

«Una figura tipo Marotta all’Inter, una persona che sa di calcio, che conosca il club, la storia. Fa la differenza un dirigente che si mette tra chi ha i soldi e chi li deve spendere».