MONDIALI

Lumumba, l’uomo statua, è ai Mondiali: il Congo ritrova la sua icona in tribuna

Michel Kuka Mboladinga, celebre come "Lumumba l'uomo statua", è finalmente sbarcato ai Mondiali 2026 per tifare il Congo

I Mondiali di calcio non sono fatti solo di gol, tattiche e campioni in campo, ma anche di storie straordinarie che popolano gli spalti. Ai Mondiali 2026, una delle attrazioni più grandi e virali è finalmente tornata a far parlare di sé. Si tratta di Michel Kuka Mboladinga, meglio conosciuto in tutto il mondo come “Lumumba VEA”, l’uomo statua del Congo.

Dopo aver saltato la storica partita d’esordio della Repubblica Democratica del Congo contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo (terminata con un sorprendente 1-1), l’iconico tifoso è finalmente riuscito a raggiungere il Nord America, scatenando l’entusiasmo dei tifosi e diventando immediatamente il re dei selfie a ridosso del match contro la Colombia.

Chi è Michel Kuka Mboladinga, l’uomo statua del Congo

Nelle scorse edizioni della Coppa d’Africa (CAN), l’immagine di quest’uomo immobile per 90 minuti aveva già fatto il giro del pianeta. Michel Kuka Mboladinga non è un semplice supporter: la sua è una vera e propria performance artistica e patriottica.

Vestito con una giacca gialla, pantaloni rossi, camicia e cravatta azzurre (i colori esatti della bandiera della RDC), Mboladinga assiste ai match imitando in tutto e per tutto la postura, il taglio di capelli e gli occhiali di Patrice Lumumba, l’eroe e simbolo dell’indipendenza del Congo. Con il braccio teso verso il cielo e lo sguardo fiero, l’uomo statua sfida le leggi del movimento nel bel mezzo del caos e dei cori dello stadio. “Voglio ricordare la dignità e la sovranità nazionale attraverso lo sport” ha dichiarato in passato per spiegare il suo profondo gesto simbolico.

L’odissea del visto e la quarantena preventiva per l’Ebola

La presenza di Lumumba l’uomo statua ai Mondiali è stata in forte dubbio fino all’ultimo momento. La Repubblica Democratica del Congo è tornata a giocare la fase finale di un Mondiale dopo ben 52 anni di attesa, ma il suo tifoso più celebre ha rischiato di perdersi l’intero evento.

Mboladinga ha dovuto infatti saltare il debutto della nazionale a causa di un rigido isolamento preventivo legato a una recente fiammata di epidemia di Ebola nel suo Paese natio, una misura restrittiva imposta dalle autorità sanitarie e aeroportuali americane. Solo grazie a un complesso intervento diplomatico e al supporto delle autorità congolesi, i nodi burocratici e sanitari sono stati sciolti. Ottenuto il visto d’ingresso, “Lumumba” è atterrato a Guadalajara, pronto a riprendere la sua iconica posizione sugli spalti.

Una stella mondiale tra selfie e sorrisi

Non appena si è diffusa la voce del suo arrivo nello stadio, l’attenzione dei media e dei presenti si è parzialmente spostata dal rettangolo verde alle tribune. Pur rimanendo marmoreo e concentrato durante i novanta minuti di gioco, prima e dopo la partita Mboladinga si è concesso con enorme disponibilità e sorrisi ai microfoni delle emittenti internazionali e alle centinaia di appassionati (congolesi, colombiani e neutrali) desiderosi di scattare un selfie ricordo con lui.

I Mondiali 2026 hanno ritrovato la propria icona di stile, folklore e storia. La favola dei Leopardi del Congo continua, dentro e fuori dal campo.