
Clamorosa svolta e vera e propria rivoluzione culturale nei quadri della Nazionale italiana di calcio. Diana Bianchedi è stata ufficialmente nominata nuova capodelegazione della Nazionale. La decisione, maturata in perfetta sinergia tra la FIGC e il presidente del CONI Giovanni Malagò, segna una svolta storica nella gestione e nell’immagine del movimento calcistico azzurro.
La svolta in casa azzurra: un’icona dello sport alla guida della Nazionale
La scelta di affidare il ruolo di capodelegazione della Nazionale a Diana Bianchedi risponde alla volontà di unire il prestigio sportivo internazionale alla massima competenza manageriale. La dirigente milanese affiancherà la squadra e lo staff tecnico, portando con sé un bagaglio d’esperienza unico nel panorama olimpico e dirigenziale.
Mantenendo il suo incarico di vicepresidente vicaria del CONI e la leadership nella Fondazione Milano Cortina 2026, Bianchedi rappresenterà il volto istituzionale e il punto di raccordo fondamentale tra il pallone azzurro e l’intero movimento sportivo italiano.
Giovanni Malagò: «Il calcio torna al centro dello sport»
Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha spiegato con forte entusiasmo le motivazioni alla base della scelta di Diana Bianchedi capodelegazione della Nazionale:
«Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni… Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi… Sento energia e positività. Sento che ci sono le premesse per fare qualcosa di importante».
Chi è Diana Bianchedi: dalla pedana di fioretto ai vertici dirigenziali
La storia di Diana Bianchedi è quella di una fuoriclasse assoluta, capace di vincere da atleta ai massimi livelli e di affermarsi successivamente come una delle figure dirigenziali più influenti dello sport italiano e internazionale.
Sul piano agonistico, Bianchedi ha scritto pagine memorabili nella scherma mondiale. È stata trionfatrice con due ori olimpici nel fioretto a squadre a Barcellona 1992 e Sydney 2000, imponendosi come colonna portante dello storico “trio delle meraviglie” al fianco di leggende come Giovanna Trillini e Valentina Vezzali. Nel corso della sua carriera iridata tra il 1991 e il 2001, ha inoltre conquistato ben cinque titoli mondiali a squadre, accompagnati da due bronzi individuali e da un argento europeo.
Parallelamente ai successi in pedana, ha costruito una solida preparazione scientifica conseguendo la laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Medicina dello Sport, arricchita nel tempo da diversi master di alta formazione in ambito manageriale e di governance sportiva.
Questo percorso multidisciplinare l’ha vista affermarsi ai vertici delle istituzioni: è stata la prima donna nella storia a ricoprire l’incarico di Vicepresidente Vicaria del CONI e ricopre il ruolo strategico di Chief Strategy Planning & Legacy Officer della Fondazione Milano Cortina 2026. Attiva da anni nelle commissioni per l’integrità sportiva, la tutela della salute degli atleti e la promozione del movimento femminile e giovanile tra UEFA e FIGC, la sua figura rappresenta oggi il connubio perfetto tra trasparenza, cultura olimpica e visione manageriale.

