
Sei punti a testa, due partenze perfette e soprattutto due panchine che raccontano una storia.
Da una parte Gian Piero Gasperini. Dopo nove anni indimenticabili a Bergamo, dove ha costruito l’Atalanta più forte di sempre portandola a lottare in Italia e in Europa, ora è l’uomo chiamato a far svoltare la Roma. Dall’altra Maurizio Sarri, che a Bergamo ha appena iniziato una nuova avventura ma che l’Olimpico lo conosce a memoria per i suoi anni alla guida della Lazio. Passato e presente si incrociano, e basta questo a rendere la partita diversa da tutte le altre.
Due squadre a punteggio pieno, due modi diversi di vincere
La Roma è arrivata a questo appuntamento come un uragano. Quattro gol alla Fiorentina al debutto davanti al suo pubblico, altri quattro rifilati al Lecce al Via del Mare. Otto reti segnate, zero incassate. Un segnale di forza non solo offensiva, ma di equilibrio.
A trascinare i giallorossi è un Donyell Malen in stato di grazia: doppietta in Salento e cinque gol già messi insieme in appena 180 minuti, sulla scia di un finale di stagione scorsa da incorniciare. Accanto a lui sono saliti in cattedra Matías Soulé e il giovanissimo Rodrigo Mora. La mano di Gasperini si vede tutta: pressing feroce, intensità altissima e qualità negli ultimi trenta metri. L’Atalanta, però, sarà il primo vero esame.
Più di carattere che di spettacolo il cammino della Dea. I bergamaschi hanno piegato 2-1 il Sassuolo alla prima e hanno strappato tre punti pesantissimi a Bologna, vincendo 1-0 con un gol di Lazar Samardzic al 96′. Meno gol, stessa sostanza: sei punti e la sensazione di una squadra già solida, cinica, sarrista nel modo di gestire i momenti della gara.
Come potrebbero scendere in campo
Gasperini dovrebbe confermare il suo 3-4-1-2. Davanti a Svilar spazio a Ghilardi, Mancini e Hermoso. Sulle corsie Lulli e Wesley, in mezzo Cristante e Koné. Sulla trequarti il talento di Mora a supporto della coppia Dybala-Malen.
Sarri risponde con il 4-3-3. Carnesecchi in porta, linea difensiva con Zappacosta, Kossounou, Scalvini e Bernasconi. In mezzo al campo Samardzic, Gaetano ed Ederson a dettare i tempi, con il tridente leggero formato da De Ketelaere, Scamacca e Raspadori.
Cosa aspettarsi
Sulla carta è una partita senza una favorita assoluta. Due allenatori che preparano le partite nei minimi dettagli, due squadre in fiducia.
A spostare leggermente l’ago della bilancia verso i giallorossi sono due fattori: l’Olimpico pieno e quell’avvio offensivo che sembra inarrestabile. Ma guai a dare per battuta l’Atalanta: ha già dimostrato di saper soffrire e di saper colpire nel momento decisivo, e Sarri sa come si spegne l’entusiasmo di uno stadio.

