SERIE A

Il possesso del Como, i chilometri della Roma: lo 0-0 del Sinigaglia spiegato dai dati

Il totale monopolio territoriale e di palleggio espresso dalla formazione di casa si scontra con il grande dispendio atletico dei capitolini

Lo 0-0 tra Como e Roma alla sesta giornata di Serie A Enilive, il primo della stagione arrivato alla cinquantaquattresima partita, sintetizza la sfida tra due filosofie opposte, fotografata dal Match Report della partita. Un pareggio a reti bianche che racconta, da una parte, il totale monopolio del pallone da parte del Como di Cesc Fàbregas e, dall’altra, la resistenza della Roma di Gian Piero Gasperini, costretta a riorganizzarsi dopo l’espulsione di Donyell Malen nella ripresa.

Il verdetto dei numeri: possesso e dominanza territoriale

Sui 97 minuti e 40 secondi di gioco, il Como ha fatto registrare un netto 60,64% di possesso palla contro il 39,36% della Roma. La differenza di impostazione emerge dal volume complessivo dei palloni giocati: 841 per i lariani contro i 529 dei capitolini. La struttura di palleggio della squadra di Fàbregas ha prodotto 617 passaggi riusciti con il 93% di accuratezza, a fronte dei 299 completati con l’81% di precisione dalla Roma.

La geografia della gara evidenzia una sproporzione marcata man mano che ci si avvicina alla porta avversaria, registrando nella zona difensiva 281 palloni giocati dal Como contro i 277 dalla Roma, a centrocampo 334 palloni giocati dai lariani contro i 174 dei giallorossi, e infine nella zona d’attacco 226 palloni giocati dal Como contro i 78 dalla Roma.

Rifinitura e produzione offensiva

Nella trequarti avversaria, il Como ha impresso la massima pressione con 164 passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo contro appena 41 della Roma, oltre a un bilancio di 312 passaggi in avanti riusciti a 93.

La mole di gioco lariana si è tradotta in 17 tiri totali (3 nello specchio, 9 fuori, 5 respinti e 1 palo colpito), sostenuti da 11 passaggi chiave, 11 dribbling vincenti e 6 calci d’angolo. La Roma ha risposto con 9 tiri complessivi (2 in porta, 4 fuori, 2 respinti), 7 passaggi chiave, 1 solo dribbling riuscito e 2 corner.

Le prestazioni individuali

L’analisi delle prestazioni individuali evidenzia i picchi statistici del match da ambo le parti. Per quanto riguarda la regia e la precisione, Trevoh Chalobah è stato il miglior distributore della gara con 98 passaggi riusciti su 98 (100% di precisione), affiancato da Jacobo Ramón (73 su 76, 96%). Nel Como, Yan Couto è stato il primo giocatore dell’incontro per passaggi completati nell’ultimo terzo (21), mentre Assane Diao ha messo a referto 6 cross, 3 dribbling e 3 passaggi chiave, e Nico Paz è stato il più pericoloso con 3 tiri, tutti nello specchio.

Sul fronte del contenimento e delle parate, nella difesa giallorossa Mario Hermoso ha guidato i recuperi con 9 palloni sradicati nei suoi 62 minuti in campo, mentre tra i pali Gollini ha firmato 3 parate contro le 2 di Butez.

Infine, per quanto concerne il volume atletico e la velocità, la Roma ha espresso un dispendio fisico notevole coprendo 109,826 km di squadra, spinta dai 11,657 km percorsi da Marten De Roon, primo assoluto della gara, e dai 11,611 km di Gianluca Mancini; il Como ha risposto con 110,588 km totali, guidato dai 10,495 km di Kaiki, e il picco massimo di velocità in sprint appartiene al subentrato giallorosso Devyne Rensch (28,359 km/h), seguito da Assane Diao (28,339 km/h).

L’episodio chiave

L’episodio chiave si è verificato al cinquantatreesimo minuto con il rosso diretto a Donyell Malen. L’inferiorità numerica ha schiacciato la Roma nella propria metà campo, come evidenziato dalla drastica variazione delle metriche di squadra tra le due frazioni: il baricentro del Como è passato da 55,56 metri nel primo tempo a 59,90 metri nella ripresa, mentre quello della Roma è sceso da 44,43 metri nel primo tempo a 38,80 metri nella ripresa, con la lunghezza media della squadra ridotta da 34,48 metri a 27,38 metri.

Tale predominio trova conferma nel possesso del Como suddiviso per quarti di gara, che ha toccato il picco del 76,09% tra il quarantaseiesimo e il sessantesimo minuto, salendo addirittura all’84,94% tra il sessantunesimo e il settantacinquesimo minuto.

Bilancio finale

I dati del Sinigaglia consegnano la fotografia di un Como padrone del gioco ma mancante nella stoccata decisiva dentro l’area di rigore. Per la Roma, i 46 recuperi complessivi di squadra (contro i 41 del Como) evidenziano un’elevata tenuta agonistica e organizzativa, capace di colmare il divario tecnico e numerico del secondo tempo.