Como

Carlarberto Ludi svela il progetto Como

Carlalberto Ludi a Radio Radio: "Cesc è un grande lavoratore, Paz può rimanere. Vogliamo l'Europa". E sugli italiani......

Il Como non è più una sorpresa. È una realtà concreta della Serie A 2025/2026, una squadra che ha saputo trasformare ambizione e idee in risultati.

A confermarlo è il direttore sportivo Carlalberto Ludi, che in una recente intervista a Radio Radio ha fatto il punto sul presente e sul futuro del club lariano, tra certezze tecniche, giovani talenti e sogni europei.

Carlalberto Ludi: il Como guarda in alto

La stagione del Como ha superato ogni aspettativa. La squadra guidata da Cesc Fàbregas è oggi in piena corsa Champions, risultato auspicato ma non pronosticabile a inizio stagione.

Ludi ha sottolineato come la crescita sia frutto di una visione chiara: ” Il Como è un club ambizioso, organizzato e soprattutto orientato allo sviluppo dei talenti. Oggi si sta affermando come una delle realtà più interessanti del calcio italiano, con una rosa giovane e internazionale capace di competere ad alti livelli”.

Fiducia totale in Fabregas: “Siamo in sintonia”

Uno dei temi principali riguarda il futuro dell’allenatore spagnolo. Le sirene dei top club non mancano, ma il Como non sembra preoccupato.

Secondo Ludi, tra società e tecnico c’è un allineamento totale:

“Siamo in totale sintonia con le ambizioni di Cesc e quelle del Como. Andremo avanti insieme, finchè non accadrà qualcosa che non riusciamo a controllare. Cesc lavora duro ed è bravissimo a valorizzare i giovani”.

Il futuro di Nico Paz

Altro nome chiave è quello di Nico Paz, uno dei simboli della stagione del Como.

“Nico ha avuto una crescita esponenziale, a Como si trova bene ed è felice. E’ un ambiente ideale per i giovani. Ci sono buone possibilità che lui rimanga con noi soprattutto in caso di Coppa Europee”.

Carlalberto Ludi: perchè non puntano sugli italiani

Una domanda anche sul perchè ci sono pochi giovani italiani in squadra:

“C’è una dinamica interna che limita gli investimenti. E poi c’è un discorso metodologico: in Spagna i giocatori sono più affini alla nostra idea di calcio. I classe 2004-2005 che prendiamo hanno già fatto la prima squadra, in Italia questo è difficile. La proprietà, comunque, sta investendo anche sul settore giovanile e presto avremo dei risultati”.

Tra Juve e Roma

Una domanda anche sulla corsa Champions League ed una riflessione sul FFP che potrebbe compromettere la stagione europea del Como:

“Tra Juventus e Roma temo il Como. Abbiamo grande rispetto per entrambe, dobbiamo pensare a noi stessi. Per il FFP è normale che dopo grandi investimenti dovremo aumentare i ricavi. Ma abbiamo creato una cultura organizzativa importante. E non ci spaventa il FFP”.